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Pescara, 30/03/2026
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Data: 04/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
La vicenda Ryanair - Qui Pisa. «Favori? No, accordi commerciali» Il “Galilei” è la seconda base in Italia, confermata fino al 2016

PISA Sarà difficile trovare un aeroporto che ne parli male. Perché piaccia o no, Ryanair ha un merito che qualunque scalo, soprattutto se medio-piccolo, non può che apprezzare: porta un sacco di passeggeri. E con i passeggeri moltiplica tutti i numeri del business, facendo felici società di gestione, privati e enti locali. Il Galilei di Pisa ne è un esempio. Ryanair è arrivata quinell'estate del 1998 con due voli giornalieri per Londra Stanstead. Ora l'aeroporto pisano è la seconda base in Italia e l'ottava in Europa per numero di destinazioni della compagnia low cost. Quest'estate Ryanair ha su Pisa sette aerei che coprono 51 rotte su 19 Paesi. Ma quel che più conta, nel 2011 su 100 passeggeri passati dallo scalo pisano, più di 60 scendevano o salivano da un aereo della compagnia irlandese, percentuale più o meno confermata anche nel primo semestre del 2012. In termini assoluti, sono stati 2.733.825 i passeggeri Ryanair a Pisa nel 2011 che hanno contribuito non poco al bilancio di Sat, la società che gestisce il Galilei, e ai 4,4 milioni di utili del 2011 (+23% rispetto al 2010), utili che crescono anche in questa prima parte del 2012. Può essere un rischio diventare quasi Ryanair-dipendenti, ma intanto i frutti ci sono e nessuno vuol certo distruggere la gallina dalle uova d'oro. Così se si chiedono notizie sugli accordi stipulati, sugli eventuali "favori" elargiti al magnate O'Leary, si raccolgono solo dei cortesi dinieghi. «Sono accordi commerciali privati e non è il caso di diffonderli». Del resto la concorrenza fa lo stesso, gli altri aeroporti tacciono e si tengono stretti il partner irlandese. Non a caso nel 2010 Sat ha siglato con Ryanair un nuovo accordo che conferma Pisa come base fino al 2016. Degli accordi si sa solo che prevedono una collaborazione articolata che va dalla promozione del territorio al marketing, come avviene ormai un po' con tutte le compagnie aeree, che contrattano la loro scelta di far base in un aeroporto. «Siamo stati i primi nel 1998 a sottoscrivere un accordo con Ryanair - spiega Gina Giani, ad della Sat - basato sul principio del buon imprenditore che opera in un'economia di mercato e abbiamo esteso questo tipo di accordo a tutte le compagnie aree che hanno voluto prendersi degli impegni: dalle promesse di un certo volume di passeggeri alla pubblicizzazione del Galilei come porta della Toscana nel mondo, a operazioni di marketing comuni. Già nello stesso anno dell'accordo distribuimmo utili ai soci derivanti anche dai voli della compagnia irlandese. Ed è dal 1998 che Sat ha sempre distribuito dividendi ai propri soci». Più chiaro di così. Per questo Giani non può che parlar bene della compagnia gialloblu. E tenersi chiuso nel cassetto quell'accordo.

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