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Data: 04/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Consiglio comunale unito per Chieti capolugo. Votato all’unanimità un documento perché la città conservi la sua autonomia

Assemblea cittadina gremita, in aula presenti tutti i parlamentari teatini

CHIETI Il Consiglio comunale approva all’unanimità un ordine del giorno, condiviso dai partiti di maggioranza e opposizione, che impegna il sindaco Umberto Di Primio a salvaguardare in ogni sede l’autonomia della provincia teatina e, soprattutto, lo status di capoluogo della città di Chieti. Declinato dai capigruppo il suggerimento informale del senatore del Pd, Giovanni Legnini, di emendare il documento licenziato dall’assemblea inserendo l’ipotesi di una fusione tra le Province di Chieti e Pescara con il mantenimento, però, di Chieti capoluogo. La seduta straordinaria, convocata per iniziativa del consigliere del Pdl, Emiliano Vitale, ha affrontato ieri mattina il dibattuito sul riordino delle Province così come imposto dalla spending review. E per una volta l’assemblea ritrova la compattezza in un’aula consiliare gremita all’inverosimile come raramente capita di vedere. Un argomento molto sentito dai teatini. Presenti tra il pubblico numerosi esponenti di associazioni culturali ma anche una folta rappresentanza della curva Volpi, l’anima più calda del tifoseria calcistica cittadina scesa in campo per chiedere ai politici un maggior impegno per la città e il mantenimento del titolo di capoluogo. Il comportamento degli ultrà è stato esemplare, mai sopra le righe, anche grazie a una presenza di forze dell’ordine, uomini della Digos e carabinieri mai riscontrata in passato a presidio del palazzo ex Upim, sede provvisoria per le riunioni del Consiglio comunale. Al completo anche il parterre dei rappresentanti delle istituzioni parlamentari, locali e regionali. Davanti al tavolo della presidenza si sono seduti l’assessore regionale all’Agricoltura Mauro Febbo accompagnato dai colleghi di giunta Federica Carpineta e Luigi De Fanis, il parlamentare del Pd Lanfranco Tenaglia, i consiglieri regionali Camillo D’Alessandro, Pd, e Franco Caramanico di Sel oltre al presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio. I lavori sono stati aperti dalle parole del presidente dell’assemblea, Marcello Michetti. «La Provincia di Chieti è l’unica in Abruzzo a poter mantenere il suo status», dice Michetti, «perché possiede i parametri richiesti dal governo, sia per popolazione che per estensione territoriale. La città capoluogo della futura provincia, quindi, non potrà che essere Chieti». Un concetto ribadito con fermezza dal senatore Legnini. «Deve essere chiara una cosa: se Chieti perde lo status di capoluogo e, di conseguenza, la presenza degli uffici periferici dello Stato, la città muore. Su questo punto non ci sarà», assicura Legnini «nessun cedimento da parte del Pd». Nel corso del dibattito è stata invocata una politica persuasiva nei confronti dei Comuni, perché si convincano dell’utilità della Provincia di Chieti e fare fronte comune in vista della prossima riunione del Consiglio delle autonomie locali (Cal), l’organismo che a presenterà al ministero un progetto di riordino delle Province abruzzesi con la decisione finale che spetterà comunque, per legge, al governo. Al tempo stesso il senatore del Pd ,apre a Pescara. «Fermo restando che Chieti deve preservare il titolo di capoluogo è arrivato il momento», osserva Legnini, «che si avvii un discorso con la vicina Pescara per ottimizzare i servizi evitando che Chieti continui a essere l’anello debole di una vasta area urbana che già esiste e si interscambia in vari settori sociali». Fabrizio Di Stefano, senatore del Pdl, aggiunge. «Il mantenimento dello stato attuale delle cose, ovvero dell’autonomia della nostra Provincia e di Chieti capoluogo, conviene a tutti e tutela», sostiene il senatore del centrodestra, «i territori».

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