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Pescara, 30/03/2026
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Data: 04/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Province, Pescara difenda il suo ruolo di Antonio Castricone (*)

Egr. Direttore, con la vicenda del riordino delle Province abruzzesi Pescara rischia, ancora una volta, di subire l'ennesima umiliazione. Non è certo il caso di ricordare le violente polemiche che ci furono sul capoluogo di Regione che molti anni fa videro contrapposte L'Aquila e Pescara. Purtroppo oggi, a distanza di 40 anni, la storia sembra ripetersi. Mentre Chieti e Teramo si organizzano, a Pescara tutto è fermo. Il Presidente della Provincia di Chieti ha chiamato a raccolta i maggiori esponenti politici della sua realtà che, in modo trasversale, avrebbero approvato un documento nel quale si affermano le ragioni di una presunta "superiorità" teatina rispetto alla nostra provincia. Non è mia intenzione polemizzare con il presidente Di Giuseppantonio, ma, credo, che se volessimo elencare i meriti, il valore, l'importanza e la vitalità dei territori, dovremmo all’unisono riconoscere a Pescara il ruolo di assoluto riferimento di un'ampia area del nostro Abruzzo, che comprende certamente tutta la cosiddetta area urbana Chieti-Pescara. Pescara, però, ha nel suo seno un gruppo dirigente politico, imprenditoriale, sindacale e professionale in questa fase distratto e distante da questa tematica che da qui a poche settimane potrebbe compromettere il suo attuale status. La più importante città d'Abruzzo è cresciuta, si è sviluppata e si è affermata come importante conurbazione del medio-Adriatico grazie al suo dinamismo e alla sua capacità di dare servizi a una vasta area di riferimento e conseguentemente di produrre ricchezza per il proprio territorio. Essa ha spesso subito le prepotenze e l'arroganza di classi dirigenti espressione dell’Abruzzo interno, tutto con la subalternità delle classi dirigenti della nostra realtà, le quali non hanno mai perseguito una politica di affermazione del proprio territorio. Proprio su questo tema mi meraviglia la contraddizione in cui cade Luciano D'Alfonso che, già sindaco di Pescara e protagonista di questa realtà, dalle pagine del giornale da lei diretto ha ribadito che "Pescara non ha bisogno di troni". Questa presunta "superiorità" dei gruppi dirigenti pescaresi nel corso degli anni si è trasformata in autentica debolezza per il nostro territorio. Nel corso della storia repubblicana, la nostra città ha subìto autentiche angherie dalla cultura dominante dell'Abruzzo interno che ha lesinato risorse e infrastrutture necessarie per una migliore affermazione nell’area del medio adriatico di quello che è di fatto il capoluogo morale d'Abruzzo. Figlie di questa cultura sono le attuali carenze infrastrutturali che hanno sempre penalizzato la nostra città quali il porto, i mancati collegamenti con l'altra sponda dell'Adriatico, i persistenti ritardi nell'ammodernamento dell'asse ferroviario Pescara-Roma e non ultimo la riorganizzazione del sistema aeroportuale che potrà riguardare anche l'aeroporto di Pescara che, giova ricordarlo, è l'aeroporto d'Abruzzo. E' ora che Pescara difenda il suo ruolo, questo sarà utile all'intero Abruzzo.
(*) Segretario provinciale PD - Pescara

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