Ritardi organizzativi dopo le immissioni, ombre sul nuovo bando. Stabilizzati 480 insegnanti. I sindacati: «Tra una settimana sarà tutto ok»
PESCARA - Al suono della campanella saranno circa 15mila i docenti che aspettano di fare l'appello nelle classi degli istituti abruzzesi per il nuovo anno scolastico. Un mondo anche questo specchio della realtà nazionale: tagli, ritardi e disorganizzazioni. Oltre duemila i posti da insegnante di ruolo persi negli ultimi tre anni e quasi seimila i precari. Col fiato sospeso anche chi spera nel nuovo concorso, sul cui bando, che sarà pubblicato il prossimo 24 settembre, aleggiano ancora numerose ombre. Quanti sono i posti per l'anno 2012-13 stabiliti dal Miur? Nella scuola d'infanzia sono stati previsti dal Ministero 2.448 posti; nella primaria: 4.219; nelle medie: 2.893; nelle superiori: 4.502. I dati si riferiscono all'insieme delle quattro province. A livello provinciale (comprendenti le diverse tipologie scolastiche): Chieti: 4.282, L'Aquila: 3.389, Pescara: 3.539, Teramo: 3.365 posti. Le stime dell'ufficio scolastico regionale abruzzese indicano anche ulteriori 73 posti aggiunti all'organico solo lo scorso 23 agosto: 20 a Chieti, 23 a L'Aquila, 16 a Pescara e 14 a Teramo. ù
All'elenco c'è anche la voce insegnanti di sostegno: 152 per l'infanzia, 595 primaria, 494 primo grado, 398 secondo grado. Ulteriori assegnazioni di 763 posti, riferiti all'insieme delle quattro province. Le nuove nomine a ruolo sono 480: 57 nella scuola dell'infanzia, 46 nella primaria, 183 nelle medie, 128 nelle superiori, 60 di sostegno e 6 come personale educativo. I dati si intendono riferiti all'insieme di tutte le province. «Per la dotazione dell'organico di diritto - ha esordito Ernesto Pellecchia, direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale - si è tenuto conto della situazione orografica della Regione (comuni montani), delle aree con un rilevante numero di alunni con cittadinanza non italiana. Si è cercato di evitare la formazione di classi con un numero di alunni eccessivo e di soddisfare le esigenze dei Comuni del cratere sismico, così come ci sono state disposizioni a favore dei docenti titolari o residenti in quei territori. Una collaborazione fattiva con l'apporto delle organizzazioni sindacali. Il 31 agosto sono state effettuate le operazioni di immissione in ruolo del personale docente, che ha visto coinvolto circa 480 docenti. Per quanto riguarda le supplenze è prematuro parlare di numeri: bisognerà verificare le disponibilità».
«I tagli per fortuna quest'anno non sono previsti, ma c'è un ritardo sui tempi del calendario e quindi disagi organizzativi - sottolinea Carlo Frascari, segretario regionale del sindacato dei lavoratori autonomi della scuola (Snals) -. Abbiamo concluso la fase del contratto integrativo regionale col Ministero solo lo scorso 28 agosto. Lo slittamento dei tempi sta costringendo gli uffici scolastici provinciali a un lavoro a pieno regime, ma entro la prossima settimana dovrebbe essere tutto in ordine».
Ombre anche sul nuovo bando: «Sul nuovo concorso il cui bando sarà pubblicato il 24 settembre proprio domani (oggi per chi legge, ndc.) ci sarà l'incontro in ministero: non si è ancora capito se il bando è rivolto a quelli già abilitati o aperto anche ai laureati. In Abruzzo ci sono cinque-sei mila precari per i quali bisogna trovare una soluzione. Maggiori criticità nella scuola superiore per effetto della riforma». Perplessità dello Snals sugli istituti sovradimensionati e sulla sicurezza: «Bisognerebbe decidere un numero massimo per evitare anche problemi di sicurezza, altra grande preoccupazione di cui ci stiamo occupando da anni - conclude Frascari -. Il parco edilizio lascia a desiderare, soprattutto nei grossi centri dove bisogna far quadrare bilanci in crisi». «Manca anche il personale Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari, ndr.) - aggiunge Andrea Leonzio, segretario regionale scuola Cisl -. Purtroppo la carenza è anche effetto del ritardo col quale è stato firmato solo l'anno scorso il protocollo d'intesa tra Miur e Regione. In tutto questo la qualità dell'offerta scolastica abruzzese ne risente, dai test Invalsi le materie scientifiche e linguistiche lasciano a desiderare».