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Data: 05/09/2012
Testata giornalistica: Il Mattino
La crisi del tpl - Dopo Cstp: De Luca va da solo. Provincia, ok a una sola offerta. Affidamento diretto più vicino. Azienda verso lo «spezzatino»

La privatizzazione ormai è scontata: Comune e Provincia si preparano allo spezzatino del Cstp, con l'affidamento diretto a più imprese. Ma tra poco più di una settimana, il 13 settembre, giorno d'inizio dell'anno scolastico, saranno ancora i bus del Cstp a portare gli studenti salernitani a destinazione. Almeno i bus che resteranno in strada: più della metà dei mezzi, infatti, oggi resterà ferma nei depositi di Pagani e Fuorni per mancanza di gasolio, con soli 50 bus a circolare. Palazzo di città annuncia che si muoverà autonomamente, affidando con licitazione privata il servizio di trasporto pubblico di Salerno e di altri cinque comuni che hanno aderito all'ipotesi di bacino metropolitano (Bracigliano, Calvanico, Fisciano, Pellezzano e Pontecagnano: fuori Baronissi, Cava e Mercato San Severino). Un passaggio che però avverrà tra quindici giorni, come dice il sindaco Vincenzo De Luca in mattinata durante una conferenza stampa. C'è ancora la possibilità teorica di tenere l'azienda accorpata, ma sono necessarie tre condizioni quasi impossibili. «La Regione restituisca i 14 milioni della causa che ha rapinato; la Provincia ritiri il taglio da 3 milioni e 600mila euro; a capo del Cstp si nomini un uomo competente di trasporti al posto di quel signore». Cioè Mario Santocchio, l'ex presidente oggi capo del collegio dei liquidatori, che De Luca non nomina mai durante la conferenza ma che viene evocato numerose volte. «Dopo aver portato l'azienda al fallimento - dice il sindaco - ha preteso di essere capo dei liquidatori». Dietro il sindaco un cartello emblematico: «Tutelare studenti e pensionati». Il Comune, spiega De Luca, «non si farà trovare impreparato da un'eventuale sospensione definitiva delle corse del Cstp. Siamo in una situazione da terzo mondo, il tempo delle mezze misure è terminato». Assicurare il servizio pubblico, prima ancora dei posti di lavoro: «L'impegno delle aziende - dice il sindaco - ad assorbire il personale sarà valutato positivamente». Non più un tema vincolante, dunque: anche perché, continua De Luca, «i sindacati hanno già manifestato la disponibilità alla contrazione e ai contratti di solidarietà». Si andrà a trattativa diretta con le ditte interessate. «La nostra preoccupazione era evitare che si aprissero varchi volti a favorire aziende dell'area napoletana o casertana - dice il sindaco - per dar vita a una porcheria clientelare». Non troppo velato il riferimento al Clp, una delle ditte interessate al servizio pubblico a Salerno, per lungo tempo «sponsorizzata» da una gran fetta di lavoratori, fino a quando sono venuti fuori i primi problemi. Problemi che sono cresciuti, se l'azienda che a Caserta ha rilevato l'ex Acms è già alle prese, dopo meno di tre mesi dalla ripresa dell'esercizio, con uno sciopero di quattro ore proclamato per venerdì, «per mancato rispetto degli accordi presi» secondo i sindacati. Qualche ora dopo, la montagna partorisce il topolino anche a palazzo Sant'Agostino, dove vengono aperte le buste con le offerte pervenute. Una è ritenuta inaccettabile, quella del Cosat, per alcune difformità nella parte in cui i rappresentanti del consorzio scrivono di non aver potuto prendere visione dei dati del Cstp (ma perché non forniti dall'azienda, sostengono). L'altra, quella di Buonotourist, non è un'offerta ma la dichiarazione che l'azienda si ritira dalla corsa. L'unica proposta accettata è quella del consorzio Cotrac, anzi di 11 delle 48 aziende che lo compongono. La valutazione viene rimandata a domani pomeriggio: l'affidamento diretto si avvicina anche in questo caso. Con i lavoratori del Cstp, presumibilmente, costretti a passare attraverso condizioni capestro - mobilità compresa - pur di salvare il posto. «Siamo contro i consorzi - dice Gerardo Arpino, Filt Cgil - Serve un vettore unico che assicuri occupazione e livelli salariali»

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