Rientrare dallo stato di liquidazione, cedendo parte delle quote azionarie (il quaranta per cento) del Cstp ai privati. È l'ultima proposta che trapela dai vertici dell'azienda e che molto probabilmente verrà portata all'attenzione dell'assemblea dei soci, venerdì 7 settembre, dove all'ordine del giorno ci sono per l'appunto la ricomposizione del capitale sociale e la revoca dello stato di liquidazione. Si continua dunque a battere la strada della ricapitalizzazione, ipotesi che finora è stata respinta con decisione dai soci proprietari. Intanto, per provare a ricostituire il capitale sociale e ripianare le perdite dell'esercizio, si percorre anche la via, già annunciata da tempo, della vendita dei beni immobili. Fallito il primo tentativo, quello del cosiddetto «lease back», verso il quale non ci fu nessuna offerta, ieri l'avviso ufficiale pubblicato sulla stampa. Undici i lotti messi in vendita, tra negozi, magazzini, depositi e uffici tutti in piazza Matteo Luciani: le offerte dovranno pervenire entro l'8 ottobre. Si va dai 23 metri quadri di un magazzino (prezzo a base d'asta 104mila euro) ai 445 metri quadri di un ufficio (2.358.375 euro). In totale, si parte da una base d'asta di circa otto milioni di euro. Nel pomeriggio intanto scendono in piazza per protestare, per la prima volta dopo mesi di disservizi, gli utenti del Cstp. Al presidio in piazza Portanova invitati numerosi cittadini, alla fine saranno circa un centinaio a manifestare. «L'affidamento ai privati - dicono i componenti della rete utenza salernitana per il trasporto pubblico - - priverebbe la cittadinanza di un servizio fondamentale, con zone che resterebbero scoperte. La rete pretende un servizio di trasporto efficiente attraverso il risanamento del Cstp».