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Pescara, 30/03/2026
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Data: 05/09/2012
Testata giornalistica: La Nazione
Clap: tagli alle corse, ma anche agli stipendi. Il sindaco conferma le riduzioni dei bus . Presidente e Cda si dimezzano l'indennità

TIMONE puntato verso il risparmio, con il dimezzamento dello stipendio del presidente di Clap (dal primo ottobre) e dei consiglieri (che si sono presi un mese per rifletterci sopra...) e rotta avanti tutta per il Ctt Nord con l'aggregazione delle società dei trasporti di Pisa, Livorno e Cap di Prato «per non farsi trovare soli, e quindi con peso specifico ininfluente, all'appuntamento con la gara regionale». Il sindaco Alessandro Tambellini e il presidente di Clap, Alfredo De Girolamo, ieri hanno incontrato la stampa per chiarire il baricentro della questione, proprio nel giorno in cui i sindacati dei lavoratori hanno dato avvio alla petizione a bordo dei mezzi e nelle biglietterie contro il taglio di 400mila chilometri dalla rete di trasporto urbano. «IL CONTENZIOSO con il Clap ci costerà 105mila euro al mese. Non era possibile sostenere una spesa di altri 75mila euro mensili. La razionalizzazione - ha detto Tambellini -, era inevitabile. I 17 milioni erogati dalla Regione serviranno per traghettare alla gara, che prevediamo si farà non prima di un anno. Considerate che abbiamo sul collo un debito del Clap di 30 milioni. Sfoltire le corse a bassa frequenza, peraltro con alcune migliorie nei collegamenti, si è reso necessario». Tra i tagli, appunto, anche quello sullo stipendio del presidente De Girolamo, deliberato dal consiglio di amministrazione Clap il 24 agosto scorso e operativo dal primo ottobre: da 48mila a 24mila euro. Nella delibera anche il decurtamento delle indennità per i 7 consiglieri, da 11.400 a 6mila euro, che però, ha spiegato De Girolamo, «si sono lasciati un mese di tempo per decidere». Immediate le dismissioni dei cda delle due società «Clap immobiliare», che erano state additate dai sindacati come fonte di sprechi: confluiranno nel Clap e non ci saranno più compensi accessori. E ora spazio al progetto industriale che deve giocoforza tener conto di un debito gigantesco del Clap, i bilanci sistematicamente in perdita, compresa la semestrale di quest'anno. «Le strade sono due: correre da soli, ricapitalizzando la società , con la possibilità di confluire in un'Ati per partecipare alla gara regionale che prevede 9 anni di servizio e 190 milioni di euro di finanziamento certo, oppure - spiega De Girolamo -, costituire una società unica, a quel punto la più grande in Toscana anche rispetto a Bus Italia, insieme a Pisa, che delibererà in tal senso entro il 20 settembre, Livorno, che ha già deliberato, il Cap di Prato. Solo quest'ultima ipotesi, che ci vede in cordata, scongiurerà il rischio di contare solo per una frazione minima». MA INTANTO 20 lavoratori temono per l'immediato futuro. «Non ci sono delle procedure aperte - ha assicurato il presidente -. E' chiaro che siamo qui anche per limitare il più possibile i danni e le ricadute in termini occupazionali. Aziende in altre province hanno fatto già ricorso alla cassa integrazione». Il «c'è chi sta peggio» consola fino a un certo punto i dipendenti, che traducono in un'equazione troppo vicina alla realtà il taglio di 400mila chilometri della rete urbano e i turni di lavoro di conseguenza non più necessari. Loro stessi avevano predisposto un piano alternativo, allo stesso costo di quello confezionato dal Comune e operativo dal 12 settembre. Secca la risposta del presidente Clap: «A ognuno i suoi compiti, è del Comune quello di progettare». Più morbida la considerazione di Tambellini: «Se ci sono buone idee, ben vengano».

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