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Data: 05/09/2012
Testata giornalistica: Il Resto del Carlino
Caos Seta: Ferrari lascia, azzerato il cda La società di trasporto resta già a piedi Niente accordo sul contratto di servizio, l'amministratore delegato si dimette

SETA, la società di trasporto nata dalla fusione delle aziende di Reggio, Modena e Piacenza, a otto mesi dalla sua nascita è già rimasta a piedi: senza un contratto di servizio unico e senza il cda, azzerato a causa delle dimissioni, nei giorni scorsi, dell'amministratore delegato Claudio Ferrari (ex sindaco di Correggio ed ex consigliere provinciale Pd in quota a Fer) e Laurence Le Blanc (rappresentante della francese Herm). Una brutta tegola, con l'ormai ex ad che si trincera dietro il più classico dei «non ho nulla da dire». Ma a far scattare la decisione del reggiano sarebbe stato un incontro con Amo (l'agenzia per la mobilità modenese), l'ennesimo andato male, ovvero finito senza aver raggiunto l'accordo sul contratto di servizio. E starebbe tutto qui il nocciolo della querelle, come conferma Angelo Malagoli, presidente della reggiana Act: «A me - spiega- risulta un incontro con l'agenzia Amo in cui non hanno trovato un accordo per un contratto di servizio. Da qui la presa di posizione. Dunque, le motivazioni sono racchiuse nel fatto che se le agenzie non garantiscono le entrate previste dal piano industriale, l'azienda va in difficoltà». Il numero uno di Act, inoltre, sottolinea: «A Reggio il problema non si pone, poiché l'ipotesi di accordo sul contratto di servizio è stata firmata prima dell'estate e riconfermata nei giorni scorsi. Reggio mantiene gli impegni e non ha responsabilità». Responsabilità che, però, non sarebbero neanche da scaricare su Modena, precisa Pietro Odorici, presidente di Seta (ora decaduto assieme al cda): «Ferrari - spiega - ha motivato le dimissioni dicendo di non essere più in grado di gestire l'azienda, non essendo ancora stati definiti né il budget 2012 né i contratti di servizio dei singoli bacini. L'ultimo incontro andato male è avvenuto a Modena, ma sotto la Ghirlandina si è solo ripetuto quanto accaduto prima a Reggio e Piacenza. A Modena, l'unica città a chiudere il 2011 in attivo, è stato chiesto un sacrificio per colmare i debiti di Piacenza e Reggio». Amo e i soci (Comune e Provincia) hanno così detto no alla richiesta di «tagliare il chilometraggio modenese e tirare fuori più soldi». Sempre da Modena, un duro attacco arriva da Claudia Severi, consigliere provinciale Pdl: «I nodi legati alla mancanza di chiarezza sul piano industriale, sulla governance sui servizi e su un piano di rilancio del trasporto pubblico, e che motivarono la nostra contrarietà alla fusione, giungono al pettine. Seta è il frutto di una serie di scelte sbagliate e affrettate». Dalla Provincia di Reggio, invece, l'assessore ai Trasporti, Alfredo Gennari, non si sbilancia: «Prima di commentare, devo parlare con Ferrari».

L'Azienda eredita deficit milionario

Il buco di bilancio portato in Seta da Piacenza è di 1.4000.000 euro. Anche Reggio ha chiuso in passivo, ma con un deficit minore. Solo Atcm, la veccia azienda di trasporto pubblico modenese, ha chiuso il 2011 in pareggio. «Tutti si dovevano allineare al piano industriale, e nessuno l'ha fatto», dice il presidente Odorici: «Modena e Reggio avrebbero dovuto accettare nuovi sacrifici».

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