AVEZZANO Viaggi in treno: aumentano i costi dei biglietti per pendolari e studenti e cresce la protesta per i disagi. Il ritorno dalle ferie non è stato facile per chi si reca ogni giorno al lavoro o a scuola con il treno. L'ennesimo aumento messo in atto da Trenitalia sui convogli di tutta Italia era passato quasi inosservato ai marsicani che però lunedì mattina, in biglietteria, hanno avuto l'amara sorpresa. Un viaggio in treno da Avezzano, Carsoli o Tagliacozzo, per Roma costa il 9,09 per cento in più rispetto a prima delle ferie che, tradotto in euro, vuol dire dai 30 ai 50 centesimi a tratta. Numeri importanti se moltiplicati per 30 giorni l'anno che gravano sul bilancio di fine mese delle famiglie marsicane. L'amaro aumento si sta scontrando in questi giorni con i disagi legati ai continui ritardi dei treni della linea Avezzano-Roma. Ieri, per esempio, il treno proveniente dalla capitale e diretto a Pescara delle 9.44 è arrivato nella Marsica con 55 minuti di ritardo, mentre i convogli che riportano i pendolari e gli universitari da Roma ad Avezzano continuano ogni giorno a maturare dai 10 ai 20 minuti di ritardo. «Se il servizio fosse quanto meno decente potremmo anche accettare un piccolo aumento», hanno commentato i pendolari sul piede di guerra, «ma il problema è che ogni giorno recarsi al lavoro o a scuola è un'odissea perché ne succede sempre una». L'aumento del costo dei biglietti nell'ultimo biennio ha raggiunto il venti per cento. Per recarsi da Avezzano a Roma servono 6 euro e 50 centesimi, mentre per uno studente di Carsoli che deve andare a scuola il biglietto del treno costa 3 euro e 10 centesimi. Altra nota dolente per il trasporto su ferro sono i tempi di percorrenza. Con l'entrata in vigore dell'orario estivo erano stati ridotti, ma poi, a causa dei continui ritardi, il cambiamento di fatto non c'era stato. Ora i pendolari confidano nella nuova stagione. «Speriamo che il cambio d'orario e l'aumento dei biglietti sia accompagnato da un miglioramento del servizio», hanno concluso i lavoratori e gli studenti che ogni giorno utilizzano il treno per gli spostamenti, «altrimenti saremmo costretti a mettere in campo forme di proteste più forti per far sentire la nostra voce».