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Pescara, 30/03/2026
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Data: 05/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Statali, confermato lo sciopero Cgil-Uil. Il ministro Griffi: no a veti, disponibilità solo a discutere della “gestione” dei 24mila esuberi

ROMA Cgil, Uil e Ugl confermano lo sciopero degli statali per venerdì 28 settembre contro gli effetti della spending review, mentre la Cisl continua a chiamarsi fuori dalla protesta. Le posizioni dei sindacati restano ferme dopo l’incontro di ieri con il ministro Filippo Patroni Griffi, ma il confronto prosegue e una nuova riunione dovrebbe tenersi già la prossima settimana. Non è bastata la disponibilità verso il dialogo espressa dal ministro, che si dice pronto a cercare un’intesa sulla gestione degli esuberi, senza però accettare veti. L’apertura non è stata accolta con favore da Cgil e Uil, visto che, spiegano, il confronto riguarderebbe «solo i criteri» di gestione degli esuberi e non il loro numero e si tradurrebbe in una «circolare, niente di cogente». Inoltre, c’è preoccupazione per i precari del settore pubblico, sempre secondo Cgil e Uil molti di loro rischiano di non essere stabilizzati e quindi dover tornare a casa. E per la Cgil i contratti a termine nella Pa sarebbero oltre 100 mila, scuola esclusa. C’è in ballo anche un altro tavolo per il raggiungimento di un accordo quadro sulle relazioni sindacali nella Pubblica amministrazione, ma pure in questo caso le posizioni dei sindacati sembrano ben lontane, con la Cgil che si definisce da subito contraria. Il nodo centrale resta quello degli esuberi: Patroni Griffi ripete che il numero «reale» sarà noto solo alla fine di ottobre, quando tutte le amministrazioni avranno dato comunicazione sulle loro eccedenze, in base al taglio previste dalla spending review (riduzione del 20% per i dirigenti e del 10% per i dipendenti). Per ora stando a quelle che il ministro definisce «proiezioni aritmetiche» si tratta di 24 mila esuberi. Per altro una cifra precisa, spiega Patroni Griffi, solo per «le amministrazioni centrali», il cui contributo sarebbe pari a circa 11 mila. Il ministro ha quindi intenzione di ricorrere, come prevede la stessa spending review diventata legge ad agosto, al «meccanismo dell’esame congiunto per la gestione delle eccedenze, degli esuberi, dei pre-pensionamenti, della mobilità». Si tratterebbe di avviare un confronto con i sindacati dopo la determinazione del numero degli esuberi, quindi dopo il 31 ottobre, al fine di raggiungere un accordo, da tradurre poi in una direttiva per le amministrazioni.

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