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Data: 05/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Province e tagli - Province accorpate i sindaci vestini per Pescara-Chieti

Incontro a Penne: bocciate sia l’ipotesi “adriatica” di Mascia che quella della confluenza con Teramo proposta da Brucchi

Tra le diverse ipotesi in merito al riordino delle province abruzzesi, originale è quella del sindaco di Farindola Antonello De Vico, che ha proposto la creazione di due grandi province: quella del Gran Sasso e quella della Maiella, che ingloberebbero i Comuni tenendo conto delle caratteristiche ambientali e socio-economiche che li legano alle due montagne identitarie dell'Abruzzo.
PENNE Penne e l'area vestina devono tornare ad avere un ruolo forte proprio in virtù della nuova geografia che si va delineando in questa fase di riordino delle province abruzzesi. E' questa la sintesi alla quale si è giunti nel vertice convocato dal sindaco Rocco D'Alfonso che ha chiamato a raccolta gli amministratori dei Comuni vicini per elaborare una proposta unitaria e condivisa da presentare venerdì al Consiglio delle autonomie locali di cui è membro. D'Alfonso ha presentato ai colleghi le ipotesi sulle quali si sta ragionando da giorni nelle diverse sedi istituzionali e che vedono proprio Penne e l'area vestina al centro degli interessi della Provincia di Pescara e di quella di Teramo. Al momento, le possibilità in ballo sono due: quella governativa che prevede la fusione di Pescara con Chieti e di Teramo con L'Aquila e quella avanzata dal sindaco pescarese Luigi Albore Mascia e dal presidente della Provincia Guerino Testa che invece ipotizzano un riassetto territoriale abruzzese che veda, da una parte, aggregato attorno all’Aquila ed alla provincia aquilana, l'intero versante occidentale del territorio appenninico e dall'altra una grande provincia "Appennino-Adriatica", comprensiva, quindi, di quelle attuali di Chieti, Pescara e Teramo. Gli amministratori teramani invece, per iniziativa del sindaco Maurizio Brucchi e del presidente della Provincia Walter Catarra, ieri hanno formalizzato al sindaco di Penne la propria proposta, secondo la quale l'intera area vestina torni nell'alveo della provincia teramana attraverso un'annessione volontaria, ipotesi che nella riunione di lunedì i primi cittadini vestini avevano già escluso, poichè richieste in tal senso erano possibili, secondo lo schema di decreto, fino al 24 agosto scorso. I sindaci presenti – Penne, Collecorvino, Montebello di Bertona, Farindola e Civitella Casanova – si sono dichiarati favorevoli alla soluzione governativa di una fusione tra Pescara e Chieti, ritenuta la più realistica e condivisibile per motivi logistici e di contiguità territoriale, ribadendo che l'area vestina deve dare una prova muscolare del suo peso, tornando a pretendere un posto di rilievo. «Il mio impegno al Cal», ha confermato il sindaco D'Alfonso, «è quello di negoziare per Penne e il suo circondario il ruolo che le spetta, sottraendola alla marginalità in cui è stata relegata per anni». Presente all'incontro anche il presidente del consiglio regionale Nazario Pagano che ha illustrato alcuni aspetti legislativi della riforma. «Bisogna dare forza», ha detto,«ad un territorio che unito deve far sentire alta la propria voce. L'occasione data dalla necessità di riordinare le province può rappresentare un'opportunità per Penne e i paesi della zona Vestina ».

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