PESCARA Dopo più di 50 anni, un’amministrazione comunale dice “no” alla presenza del cementificio su via Raiale. La giunta guidata da Luigi Albore Mascia ha ufficialmente espresso parere negativo al rinnovo delle autorizzazioni all’esercizio dello stabilimento industriale, ormai da anni racchiuso nel tessuto urbano. Le emissioni del colosso che produce cemento e occupa circa 70 lavoratori, ricadono su larga parte del territorio di Pescara e Spoltore. Ma ora le cose potrebbero cambiare con la decisione del Comune di opporsi a questa situazione con l’approvazione di una delibera di giunta, depositata formalmente ieri mattina nella conferenza dei servizi. Quest’ultima, che si è tenuta in Regione, è presieduta da Franco Gerardini, dirigente del servizio di gestione rifiuti, e ha carattere tecnico. La conferenza, a cui hanno partecipato anche Asl e Arta, è stata convocata per esaminare la richiesta di rinnovo dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per l'esercizio dell'impianto complesso denominato Sacci spa (la società romana proprietaria della struttura). La conferenza si è conclusa con l'acquisizione dei pareri espressi dagli enti invitati, e a giorni verrà espressa la decisione definitiva. La richiesta è stata inoltrata agli enti diversi mesi prima della data di scadenza dell’autorizzazione, che dura cinque anni. La Sacci spa ha chiesto il rinnovo e la modifica dell’autorizzazione per essere abilitata alle attività di recupero dei rifiuti con codice R5 ed R13 non pericolosi, ma anche per integrare codici Cer relativi a rifiuti pericolosi. Non è specificato quali siano questi rifiuti, ma la categoria comprende solventi chimici, materiale medico, oli di derivazione industriale e oli usati per i veicoli. «Abbiamo espresso parere non favorevole», afferma il sindaco, «e nella delibera abbiamo anche chiesto alla Regione di attivare le procedure per la delocalizzazione definitiva dello stabilimento al di fuori della città, non ritenendo più opportuna la sua presenza nel cuore del nostro territorio e non disponendo di aree alternative sufficientemente distanti dai centri abitati. Tutto salvaguardando i posti di lavoro. Se l’autorizzazione dovesse comunque arrivare dagli altri enti presenti al tavolo di lavoro», aggiunge Mascia, «il Comune attiverà tutte le misure amministrative possibili, compreso il ricorso al Tar. Per la nostra maggioranza di governo il dado è tratto, è il momento di spostare il cementificio». Insieme al sindaco, ad annunciare la presa di posizione del Comune, anche il consigliere regionale Pdl Lorenzo Sospiri, gli assessori all'Ambiente Isabella Del Trecco e alla Gestione del territorio Marcello Antonelli, il vicesindaco Berardino Fiorilli, e il capogruppo Pdl Armando Foschi. «Vogliamo restituire e garantire vivibilità alla nostra città», conclude Mascia, «pensiamo agli investimenti operati in quella parte di territorio, agli insediamenti edilizi che stanno contribuendo a costruire una nuova Pescara residenziale». E poi, il Piano particolareggiato 7, appena adottato dalla giunta comunale, che mira a garantire lo sviluppo urbanistico del quartiere ovest. Una rivalutazione che i cittadini attendono da anni. Il sindaco ricorda come «nel 2007 il governo di centrosinistra stipulò un’intesa con il cementificio che fece da mecenate per la realizzazione dello Huge Wineglass di Toyo Ito a piazza Salotto, contribuendo per oltre 1 milione di euro alla realizzazione dell’opera: un accordo scellerato», conclude Mascia, «con il quale si garantiva la permanenza del cementificio per altri dieci anni».
Inquinamento, Pescara peggio di Taranto
Stellabotte: in meno di 8 mesi superamenti record di polveri sottili in viale Bovio e a Spoltore
PESCARA L’aria di Pescara è più inquinata di quella di Taranto, la città pugliese dell’Ilva. Lo dicono i dati dell’associazione Sos Inquinamento sulla base delle analisi dell’Arta. Dall’inizio del 2012 al 30 agosto scorso, il valore delle polveri sottili (Pm10) è stato superato 25 volte in via Archimede e 36 in via Macchiavelli, sempre a Taranto. A Pescara, i dati dell’Arta aggiornati fino al 17 agosto scorso, dicono che i superamenti sono stati già 44 in viale Bovio, 33 in via Sacco e 29 in via Firenze. Peggio ancora a Spoltore: 86 superamenti, colpa del traffico sulla statale 602 attraversata dalle auto dei residenti cresciuti in 10 anni del 20 per cento e da chi entra ed esce da Pescara. Secondo i calcoli di Sos Inquinamento, soltanto le 130 mila auto che ogni giorno entrano a Pescara immettono nell’atmosfera 75 milioni di anidride carbonica. È quello strato di foschia, quasi una nuvola grigia, che gravita sulla città e che si vede dalla collina di Montesilvano e di Città Sant’Angelo. L’associazione guidata da Enzo Stellabotte e fondata nel 2000 dall’ematologo Glauco Torlontano, sostiene che «Pescara, insieme a Milano e Torino, è tra le 30 città europee con il livello di qualità dell’aria più basso secondo i dati dell’Agenzia europea per l’ambiente relativi al periodo 2004-2008. Pescara, inoltre, risulta al diciassettesimo posto tra le 30 città europee più inquinate per i giorni di superamento dei limiti di Pm10 presenti nell’aria». Se questo è il passato, il copione del presente è lo stesso: «La situazione non è migliorata», dice l’associazione, «e, per il 2012, l’immagine di sintesi quotidiana che l’Arta pubblica sul suo sito evidenzia che la freccia è quasi sempre negli spicchi “pessima” o “scadente”. Eccezionalmente “accettabile” o “buona”».