CONTINUA la bufera sulla società di trasporti Seta, con sede a Modena, dopo le dimissioni dell'amministratore delegato Claudio Ferrari. «I risultati di una gestione così mediocre non potevano che portare alle dimissioni dell'amministratore delegato». A puntare il dito contro la 'mala gestio' dell'azienda unica di trasporto locale questa volta è la Cisl modenese, tramite Pasquale Coscia, responsabile delle politiche della mobilità per la segreteria provinciale. «Detto questo, la realizzazione di un servizio di trasporto pubblico locale unico a dimensione regionale resta un obiettivo ambizioso, ma necessario, che deve essere sostenuto con uno specifico progetto», aggiunge il sindacalista. Il consigliere provinciale Pdl, Luca Ghelfi, rincara la dose: «Che le società protagoniste di questa fusione avessero condizioni di indebitamento molto diverse, era noto. E che Modena avesse già fatto molti sacrifici per arrivare al pareggio di bilancio era stato più volte sottolineato. Eppure vendendo questa fusione come fosse la panacea per il nostro trasporto pubblico, ecco che la società migliore si accolla debiti di aziende malmesse». INTANTO il presidente della società francese Herm, Bruno Lombardi, dice che «è stata soprattutto Modena a non rispettare gli impegni», sottolineando che «Ferrari e Le Blanc, in soli tre anni, hanno brillantemente riportato all'utile di esercizio Atcm, l'azienda modenese. La loro ulteriore sfida era di portare al pareggio, sempre in tre anni, i conti della nuova società Seta, operando all'interno delle tre unità operative dell'azienda (Modena, Reggio e Piacenza) per migliorarne l'efficienza ed aumentarne i ricavi». Lombardi, inoltre, parla di inadempienze la cui responsabilità «è a totale carico degli enti pubblici proprietari di Seta». In particolare, spiega, «segnalo la criticità del bacino territoriale di Modena, dove la trattativa è completamente ferma, mentre sta procedendo faticosamente a rilento anche a Reggio e Piacenza». Ad oggi, precisa Lombardi, «Seta opera in assenza di un serio ed approvato budget perché non c'è accordo, in particolare, con l'agenzia della mobilità di Modena».