I SOCI modenesi di Seta - la Spa del trasporto pubblico nata otto mesi fa dalla fusione delle aziende di Modena, Reggio Emilia e Piacenza - non ci stanno a fare la figura dei 'cattivi'. Dopo le dimissione dell'ad reggiano Claudio Ferrari, Bruno Lombardi (presidente di Herm, la holding che detiene il 42% delle azioni di Seta Spa) punta il dito contro i soci pubblici pungolando quelli modenesi: «Gli enti pubblici (in particolare la Provincia ed il Comune di Modena) firmatari nel maggio 2011 del 'Protocollo di intesa sul progetto di integrazione delle aziende di trasporto pubblico locale', non vogliono ottemperare a quanto definito in questo protocollo a loro carico - dice - Eppure, proprio loro, in soli tre anni hanno brillantemente riportato all'utile di esercizio Atcm. La loro ulteriore sfida era di portare al pareggio, sempre in tre anni, i conti della nuova società Seta, operando all'interno delle tre unità operative dell'azienda per migliorarne l'efficienza ed aumentarne i ricavi». Insomma, Lombardi accusa Modena (come del resto Reggio e Piacenza), di non aver firmato il contratto di servizio con cui Seta chiedeva alla città della Ghirlandina grossi sacrifici: la razionalizzazione del chilometraggio, l'aumento delle tariffe dei biglietti, un aumento dei contributi. Anche il sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio, ha richiamato Modena al rispetto dei patti. E ora il primo cittadino Giorgio Pighi e il presidente della Provincia Emilio Sabattini spiegano perché: «Il problema - dicono - non è la ricerca di un capro espiatorio, bensì il rispetto degli impegni che ciascuno, per la propria quota di responsabilità, ha assunto. Era preventivato che in fase di avvio la nuova società dovesse avere un deficit così come il piano industriale prevedeva azioni di razionalizzazione nelle aziende che hanno dato vita a Seta. Non si può dire che Modena non abbia fatto la propria parte, dal momento che tale processo è stato completato da Atcm prima della fusione, come testimonia il bilancio 2011 chiuso in attivo. E' opportuno che il presidente di Seta convochi in tempi brevi i soci per affrontare i problemi. Ringraziamo l'ad Ferrari - concludono Sabattini e Pighi - per il lavoro svolto. Proprio per questo ci saremmo aspettati che la decisione di dimettersi dal cda di Seta venisse comunicata ai soci, anziché apprenderla dai mezzi d'informazione». L'assessore regionale ai Trasporti, Alfredo Peri, interviene: «Nei prossimi giorni promuoverò un incontro fra i soci per assumere le necessarie decisioni a tutela del progetto industriale». Per Pasquale Coscia, responsabile Cisl delle politiche per la mobilità, «i risultati di una gestione così mediocre non potevano che portare alle dimissioni dell'ad». «La Lega Nord ha sempre sostenuto che affidare servizi municipali a grandi baracconi avrebbe peggiorato le cose», commenta il segretario, Stefano Bellei. Per il capogruppo di Modena Futura, Nicola Rossi, la fusione era un «flop annunciato».