ROMA La Cgil non esclude la proclamazione dello sciopero generale, questa volta insieme a Cisl e Uil. Susanna Camusso boccia ancora una volta le politiche del governo in materia economica e sociale ma resta molto scettica anche sulla proposta del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, di detassare i salari di produttività, giudicata «insufficiente». Resta la conferma che l’autunno sarà duro per gli italiani e il sindacato vuole trovarsi unito. La critica di Camusso è severa. Anzitutto sulla spending review, che viene descritta come «una profonda operazione di ulteriore riduzione della cittadinanza di tutti: «C’è una straordinaria mannaia dentro a quell’idea». Si tratta di una vera e propria manovra che la Cgil giudica «sbagliata perché si va per tagli lineari e questo produrrà moltissimi problemi di inefficienza del sistema. Basta pensare all’idea che dentro quel decreto c’è il taglio di 4300 lavoratori nell’ente di previdenza sociale e altrettanti dell’ente anti-infortunistica». Governo bocciato, dunque. ma giudizio severo anche sulle imprese. «In qusti trent’anni - commenta Camusso - abbiamo assistito progressivamente a uno spostamento dagli investimenti produttivi agli investimenti in finanza e immobili. Quindi forse anche le imprese devono un po’ ragionare su come si propongono in futuro». La stessa proposta di Squinzi di detassare i salari di produttività, pur andando nella giusta direzione, «è ancora insufficiente per dare un segnale di discontinuità sulle politiche fiscali anche perché non risponde alle richieste di coloro che hanno perso il lavoro e sono rimasti esclusi, quindi, dalla contrattazione». Nella terapia immaginata dal segretario della Cgil c’è anche la patrimoniale, proposta sostenuta dalla sua organizzazione da molto tempo: «Ora manca solo il presidente del Consiglio a dire che ci vuole la patrimoniale. Perché tutto il resto del mondo continua a dirlo». E’ tempo di affrontare in Italia l’argomento, ancorandolo all’idea non di un semplice rientro dal debito ma come «elemento di giustizia fiscale». Camusso propone a Cisl e Uil una reazione unitaria, anche uno sciopero generale. Luigi Angeletti, segretario della Uil, replica a Monti. «Dire che la sorte del paese è nelle nostre mani è come dire che il governo in Italia è inutile: abbiamo allontanato la crisi finanziaria, su questo sono d’accordo, ma non credo che la ripresa sia vicina».