PESCARA - Dibattito sul riordino delle Province nel collo di un imbuto. La tentazione della politica è sempre quella di difendere il proprio vessillo, il «capoluogo», mentre i cittadini continuano ad invocare servizi più efficienti e l'eliminazione di inutili doppioni (ospedali, sedi universitarie, tribunali e prefetture, uffici finanziari e direzioni didattiche che distano tra di loro un tiro di schioppo). E' questa la matassa che il Cal è chiamato a dipanare. Domani nuovo incontro all'Emiciclo, all'Aquila, sotto la presidenza di Antonio Del Corvo, mentre nelle ultime ore si susseguono le deliberazioni dei Consigli comunali (quello di Pescara è convocato in seduta straordinaria per lunedì) e i tavoli con i sindaci. I tagli alla spesa imposti dal Governo Monti dicono che quattro Province in Abruzzo sono troppe. Il Cal dovrà elaborare una proposta di riordino che entro fine mese sarà depositata in Consiglio regionale, chiamato poi a deliberare prima che il nuovo assetto istituzionale diventi legge dello Stato. Ma la sintesi non c'è. Nel tavolo convocato per domani il Cal si troverà ad esaminare diverse proposte pervenute dalle quattro Province e tutte inconciliabili tra di loro.
A Pescara il Pdl è per la nascita della macro Provincia Appenino-Adriatica con dentro Chieti, Pescara e Teramo. Ma proprio a Teramo, lo stesso partito del senatore Andrea Pastore e del governatore Gianni Chiodi propone un'altra strada: una terza Provincia, con Teramo capoluogo, grazie all'assorbimento nel proprio territorio di alcuni comuni dell'area Vestina. Il Pdl di Penne frena, chiedendo «un ruolo strategico e forte» per la propria città nel futuro assetto istituzionale. Nello stesso tempo il sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, che è anche segretario del Cal, gela la proposta del collega di Teramo, Maurizio Brucchi, e chiede l'abolizione di tutte le Province. A Chieti, sempre il Pdl è per l'accorpamento di Pescara con Teramo e il mantenimento delle Province di Chieti e L'Aquila dove il presidente Antonio Del Corvo, che guida anche il Cal, ha già dichiarato la sua contrarietà all'idea della macro Provincia Appenino-Adriatica promossa da Pastore. Nel dibattito torna ad inserirsi il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci, dopo un ampio giro di consultazioni con i sindaci del Cal, i gruppi provinciali, i segretari e i capigruppo dei comuni capoluogo, parlamentari e consiglieri regionali: «La riorganizzazione delle Province -spiega- non deve limitarsi a guardare alla riorganizzazione delle competenze sempre più limitate degli enti provinciali. Bisogna piuttosto ripensare ambiti ottimali per l'affidamento dei servizi, fare scelte infrastrutturali, integrare le vocazioni produttive, riorganizzare l'offerta universitaria e il mondo della formazione e della ricerca, ripensare i servizi socio-sanitari. La sfida è quella di valorizzare i territori, esaltando la specializzazione di ciascuno». Brutte notizie, intanto, per chi pensava di percorrere la strada del ricorso alla Corte costituzionale contro il taglio delle Province imposto dalla spending review. Autorevolissimi pareri legali avrebbero già convinto la Regione Marche a soprassedere.