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Data: 06/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Valente: nuova Provincia? No a Chieti capoluogo

LANCIANO «Chieti non dovrà essere il capoluogo di nessuna Provincia futura. Bisogna pensare a uno sviluppo equilibrato e omogeneo di tutto il territorio abruzzese». Il vicesindaco, Pino Valente, interviene nel dibattito sulla riforma delle Province. «La questione del riordino delle Province si è trasformata in una “guerra tra potentati” politici per il mantenimento dei privilegi», sostiene Valente, «avevamo ragione quando anni fa, come Progetto Lanciano, iniziammo la battaglia per una maggiore autonomia del territorio frentano. Era sotto gli occhi di tutti la concentrazione di potere e risorse economiche nell’area metropolitana a scapito dell’Abruzzo meridionale». Ma oggi la legge è cambiata. «Ma tutti vogliono mantenere lo status di città capoluogo perché sono tanti i vantaggi che ne derivano», continua il vicesindaco, «i Comuni, invece, dovranno essere il vero motore propulsore per il rilancio del sistema Italia, con maggiori competenze, risorse e autonomia. Per troppo tempo, con amministrazioni e politicanti diversi, l’area teatina ha mortificato gran parte dell’Abruzzo meridionale, dei suoi cittadini e con essi il motore pulsante dell’economia. Il problema del riequilibrio delle competenze e delle risorse è un problema serio che tutti sottovalutano: non è più tollerabile avere cittadini di serie A e di serie B. Non è ipotizzabile», conclude, «premiare ancora una parte del territorio abruzzese che negli anni ha pensato solo ed esclusivamente a soddisfare gli interessi di pochi e a scapito della collettività, specie dell’Abruzzo meridionale, da Ortona in giù». Intanto oltre a Paolo Primavera, presidente di Confindustria, anche l’Ordine degli avvocati di Lanciano non ha firmato il documento per l’autonomia di Chieti.

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