GLI EFFETTI DELLA CRISI»I NUMERI SHOCK DELLA CGIL
L’allarme del sindacato Stiamo distruggendo un’intera generazione, i nostri figli sono costretti ad emigrare per avere un futuro stabile
TERAMO La chiamano la “generazione perduta” quella dei giovani che faticano a trovarsi un lavoro, costretti a partire per realizzarsi e per immaginare un futuro stabile al pari dei propri genitori. La provincia di Teramo non fa eccezione, anzi rappresenta un vero e proprio caso in regione. A scattare un’istantanea dei giovani teramani under 35 è la Cgil provinciale, che parla di oltre mille ragazzi e ragazze che hanno perso il proprio posto di lavoro negli ultimi sei mesi. Un esercito di giovani che si ritrova nel bel mezzo della crisi senza certezze e senza futuro. La cifra esatta è 1.188: tanti sono i giovani under 35 fuoriusciti dal mercato del lavoro provinciale nella prima metà del 2012. Di loro circa 973 provengono dai settori del commercio e dell’industria, mentre 215 sono i posti scomparsi nei lavori più qualificati, quelli legati al mondo delle professioni e al terziario avanzato. «Si tratta di tutta una serie di piccole realtà produttive che non ce la fa più a sostenere i costi del lavoro», spiega Giampaolo Di Odoardo, segretario provinciale della Cgil Teramo, «così decide di ridurre il personale, magari sostituendolo con persone in nero o con personale con contratti a chiamata. I giovani sono la fascia più colpita dalla crisi. Tanti sono costretti ad emigrare per realizzarsi, come i nostri nonni, e tanti devono anche rinunciare agli studi: stiamo distruggendo un’intera generazione». Ma ci sono anche altri numeri che concorrono a completare il quadro, sono quelli delle centinaia di domande da parte delle imprese per accedere agli incentivi regionali per le assunzioni. «Purtroppo la differenza tra i nuovi assunti e tra chi esce dal mercato del lavoro continua a essere negativa», continua di Odoardo, «ma senza le misure positive pensate dall’assessore Paolo Gatti la situazione sarebbe molto più drammatica e i giovani senza lavoro sarebbero tanti in più». Secondo il segretario della Cgil Teramo ciò che manca sono piuttosto le misure di rilancio del sistema produttivo che, nel Teramano, vede una crisi cronica dell’industria manufatturiera, il commercio in forte sofferenza per il calo dei consumi e tante piccole e medie imprese strozzate dalla stretta del credito. «Mi chiedo perché la Regione non faccia niente per sbloccare i fondi per la Val Vibrata», continua Di Odoardo, «non capisco perché la richiesta di Chiodi e Spacca (presidente della Regione Marche, ndc) di incontrare il ministro Passera per la firma dell’accordo Vibrata-Tronto sia ancora in attesa di una risposta, potrebbe essere la chiave di un rilancio».