PESCARA. Una crisi politica e di rapporti quella che sta investendo la Regione. Ed è questa la mina che dovrà disinnescare il segretario nazionale dei Democratici di Sinistra, Piero Fassino che domani sarà in Abruzzo. Diversi gli appuntamenti che Fassino ha in agenda: all'Aquila prima un incontro con gli operai della Finmek, uno degli casi aziendali emblematici circa la fine del polo tecnologico abruzzese.
A seguire l'incontro pubblico al cinema Massimo, per sostenere la candidatura di Massimo Cialente a sindaco del centro sinistra. L'Aquila è uno dei capoluoghi di regione dove si vota. E quello aquilano rappresenta un test elettorale importante a livello nazionale. Qui l'Unione sta svolgendo le primarie, che dovranno servire a trovare un candidato unitario che dovrà guidare la conquista del Comune.
In serata, il leader dei Ds arriva a Pescara. Anche qui per una manifestazione pubblica alle 21 nella sala convegni della Fondazione PescarAbruzzo, su corso Umberto.
In mezzo ai due appuntamenti ci sarà anche il lavorio politico con l'obiettivo di rinsaldare l'alleanza alla Regione. E l'arrivo di Fassino rappresenta un'occasione importante per ricostruire un clima di serenità dentro il centrosinistra. La rottura tra il presidente Ottaviano Del Turco e i Ds si è consumata nelle ultime settimane. Frutto di una diversa opinione su come risanare i conti della sanità regionale. Non è stato sufficiente l'accordo raggiunto al tavolo dell'Unione qualche settimana fa per rimettere insieme la maggioranza. La stesura dei criteri con i quali procedere a bloccare la macchina succhia-soldi della sanità abruzzese ha provocato la rottura del flebile equilibrio raggiunto sul tavolo politico. I Ds avevano inserito una serie di emendamenti al documenti predisposto dall'assessore Bernardo Mazzocca. Il nodo è tutto nel rapporto tra sanità pubblica e quella privata. Ma soprattutto nel definire i criteri coi quali impostare i tagli. Si dovrà procedere con un livellamento dei budget uguale per tutti o chi «più si è arricchito dovrà fare più sacrifici», come invocavano Ds e Rifondazione? E proprio questa impostazione, dopo le naturali mediazioni, era passata nel corso della riunione che ha fissato i correttivi da apportare al progetto di piano predisposto dall'assessore. Quell'equilibrio però è durato poco. Per colpa della «traduzione» sul piano tecnico di quell'impostazione fissata in sede politica. L'atmosfera a quel punto si è fatta rovente. I rapporti tra il presidente Del Turco e il vice presidente Enrico Paolini, che rappresenta tutto il partito dentro il governo, si sono fatti incandescenti sul piano politico. Al punto che lo stesso del Turco ha scritto a Fassino, per invocarne l'intervento. Dal Bottegnino nei giorni scorsi sono arrivati segnali di solidarietà alla politica che Paolini e i Ds portano avanti. Domani l'arrivo di Fassino dovrebbe in qualche modo ribadire questa vicinanza, ma al tempo stesso avviare una fasce di disgelo dei rapporti tra i Ds, partito di maggioranza relativa in Abruzzo, e gli alleati della Margherita e del partito del presidente Del Turco.