L’AQUILA. La nomina del direttore generale dell’Arpa, decisa lo scorso 11 agosto dall’assessore regionale ai trasporti, Mario Amicone, «contrasta con le norme statutarie della stessa azienda». A denunciarlo è il capogruppo Ds in consiglio regionale, Gianni Melilla. «Le nomine dei consigli di amministrazione della Società Cerella e dell’Ama, e del direttore generale dell’Arpa», ha spiegato Melilla, «sono state fatte col parere contrario del presidente dell’Arpa per il metodo seguito che contrasta con le norme dello statuto dell’Arpa. I poteri gestionali attribuiti dall’assessore al direttore generale sono enormi e sono in palese contrasto con l’articolo 28 dello statuto dell’Arpa che peraltro vieta la nomina di un direttore generale a termine incompatibile con la futura funzione di consigliere d’amministrazione della società Cerella a cui è stato peraltro designato».
Preoccupazione per le vicende interne all’Arpa è stata espressa anche dal segretario regionale della Filt-Cgil Luigi Scaccialepre. In una lettera inviata ai vertici della Regione i sindacato sottolinea negativamente il fatto che sia «ripreso il braccio di ferro all’interno della più importante azienda regionale del settore, aprendo una nuova fase di tensione pericolosa ed ingovernabile». «Riteniamo che in un momento di grave crisi del settore», dice Scaccialepre, «e con una riforma ancora incompiuta, sia essenziale proseguire quel gioco di squadra che ci ha permesso negli ultimi dieci anni di consolidare e rilanciare il ruolo dell’azienda. Crediamo che le cariche societarie debbano essere affidate a persone con capacità, esperienza, professionalità acquisite nel settore».