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Data: 14/03/2005
Testata giornalistica: Il Centro
Amicone, sull'Arpa polemiche e personali di Luigi Scaccialepre(*)

Dopo i vari tentativi andati tutti a vuoto dell’assessore regionale Mario Amicone di sostituire i vertici dell’Arpa, l’assessore ai trasporti non perde occasione per evidenziare negativamente la gestione, le scelte, i risultati conseguiti dall’azienda regionale di autolinee. Riteniamo che tale polemica sia gratuita e dannosa per tutti.
L’ultima, quella sul bilancio di previsione 2005, rischia di apparire sterile nel merito, ma carica di contrapposizione personale tra l’assessore al ramo e la dirigenza della maggiore azienda d’autolinee d’Abruzzo.
Noi, comunque, riteniamo positiva la previsione di un risultato attivo di 220 mila euro per l’anno 2005. Un risultato sicuramente migliorabile con meno sprechi e con una attenta gestione aziendale mirata a recuperare qualità nel servizio e quindi utenza, ma certamente condizionato da alcune discutibili scelte fatte di recente dall’assessorato ai trasporti, non ultima quella di far viaggiare gratuitamente sui bus dell’Arpa tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine. Un provvedimento emanato senza una motivazione valida e sicuramente molto penalizzante per le casse aziendali. È singolare che di un’azienda la cui proprietà appartiene alla Regione Abruzzo, l’azionista di maggioranza dica che non risponde alle direttive impartite dall’ente; desta ancor più stupore poi quando lo stesso afferma che cinquanta aziende gestite da concessionari privati queste direttive le rispettano.
Noi non sappiamo chi le direttive le rispetta, e chi no: possiamo, però, affermare con certezza che alcune di esse gestite da concessionari privati non rispettano le leggi e i contratti, e che la Regione Abruzzo, più volte chiamata in causa, pur avendone la titolarità, non è intervenuta.
Crediamo, pertanto, necessario che il presidente della Regione Abruzzo, l’onorevole Giovanni Pace, primo garante del futuro dell’Arpa, «conosca i particolari», «conosca i problemi interni» di Arpa e chiarisca se il giudizio dell’assessore ai trasporti è personale o risponde al pensiero e al giudizio dell’intera giunta regionale. Non è cosa secondaria per i mille dipendenti e per le loro famiglie che hanno contribuito con lavoro e sacrifici al risanamento e alla crescita dell’azienda.
Non è cosa secondaria neanche per l’intera comunità abruzzese.

(*) Segretario generale Filt-Cgil Abruzzo

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