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Pescara, 09/05/2026
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Data: 30/08/2005
Testata giornalistica: Il Messaggero
Per i tranvieri vietato ammalarsi

In un momento di grandi difficoltà economiche del trasporto pubblico locale, con un settore attraversato da una riforma confusa da più fonti normative, a volte contrapposte, che dovrebbe traghettare il settore da un sistema di monopolio a uno di mercato, e quindi di gare, il governo invece di avviare il confronto sulle regole e sulle risorse strutturali necessarie per il trasporto pubblico locale, modifica il trattamento economico di malattia dei tranvieri.

Con due distinti provvedimenti, il primo con la legge finanziaria 2005, che trasferisce l’onere dall’INPS alle aziende, il secondo il 13 aprile u.s. che cancella quest’obbligo spostandolo sulla contrattazione collettiva di categoria, si è consumato un grave attacco ai diritti più elementari dei lavoratori dei trasporti.

In concreto le aziende, a seguito di detti provvedimenti, applicano il taglio del 33% circa del trattamento economico non solo in caso di malattia ma anche per gli infortuni e la maternità.

Si sono gia consumati tre scioperi, con la quasi totalità di adesione, un quarto di 24 ore programmato per il prossimo 21 settembre conferma un conflitto particolarmente aspro per il quale non si intravedono vie d’uscita e nel totale disinteresse di Governo, Regioni e Comuni.

I lavoratori sono decisi a lottare per il diritto a essere retribuiti equamente in caso di malattia.

Quanti scioperi occorreranno ancora per il riconoscimento di un diritto sancito per tutti gli altri lavoratori?

Quanti disagi dovranno ancora sopportare i cittadini-utenti prima che le aziende del settore cambino idea?

Non crediamo sia sicuro affidare la propria vita e quella dei propri cari a chi guida un mezzo di trasporto non in perfette condizioni di salute, obbligato a farlo per non perdere una parte del salario.

È possibile che i forti segnali di cambiamento provenienti dal mondo del lavoro continuino ad essere ignorati sia dal Governo che dalle associazioni datoriali?

È necessario chiudere in fretta questa vertenza, tornare a discutere del rilancio del trasporto pubblico locale e di come esso possa contribuire alla crescita economica del paese, in una situazione di città bloccate con livelli di inquinamento non più sostenibili e di come metterlo in grado di rispondere alle attese dei cittadini.

Luigi Scaccialepre - Segr.Gen.Filt Cgil Abruzzo

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