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Data: 17/01/2006
Testata giornalistica: Prima da Noi
Trasporti in Abruzzo: Il punto nel convegno della Filt Cgil

APPROFONDIMENTO PESCARA. Si sta tenendo oggi a Montesilvano l’importante appuntamento che ha sviscerato problemi, disagi e possibili soluzioni del mondo della mobilità regionale. Ecco il discorso integrale del segretario e le diapositive riassuntive delle priorità in Abruzzo.

Il settore trasporti convive in questi mesi con dubbi e perplessità dei lavoratori del settore, difficoltà e disagi per chi usufruisce dei trasporti.
Nell'ottavo congresso Filt Cgil il Segretario regionale Luigi Scaccialepre analizza la situazione dell'Abruzzo, i problemi e progetti da portare a termine in breve tempo per dare ossigeno ad un settore in piena crisi, ma non tutto è così semplice.
«Abbiamo creduto e sperato», ha spiegato questa mattina Luigi Scaccialepre nel suo discorso (scarica qui la versione integrale), «dopo le elezioni dello scorso aprile e la chiara affermazione del centro-sinistra, che anche per i trasporti si aprisse una nuova fase», ma qualcosa tra istituzioni e sindacati sembra essersi arenato.

«A otto mesi dall'insediamento della nuova maggioranza», ha continuato il Segretario, «riscontriamo difficoltà ad avviare un confronto vero con l'assessore ai trasporti, un confronto stringente sulle questioni prioritarie». Scaccialepre non nasconde nemmeno il dubbio che ci si stia occupando «più delle poltrone che dei lavoratori» e sprona gli animi: «dobbiamo superare la grande discussione sullo spoil-system che sta generando tensioni tra i partiti e nei partiti. Bisogna porre in essere una nuova politica dei trasporti», annuncia senza mezzi termini, «individuando le opere da completare, da realizzare in tempi ragionevoli, puntando su finanziamenti certi, europei, nazionali, regionali. Le infrastrutture», ha spiegato, «devono correlarsi con le attività economiche principali della nostra regione, integrarsi con i nuclei industriali, con quelli agro alimentari, con il turismo, abbassando i costi delle imprese per attrarre nuovi investimenti ed aumentare la competitività del sistema abruzzese».


LA PRECARIETA' DEL LAVORO
Il primo passo verso il cambiamento e il miglioramento del settore si intravede «nella lotta alla precarietà del lavoro che per le sue dimensioni è oggi una piaga insostenibile per molte lavoratrici e lavoratori che si sta trasformando in precarietà sociale», ha spiegato Scaccialepre. «Più stabilità e sicurezza significano anche costruirsi una pensione dignitosa ed avere contestualmente, con un lavoro garantito e non ricattato e meno infortuni sul lavoro».
Nel 2000 erano 25.713 i lavoratori precari in Abruzzo. Nel 2004 sono arrivati a 52.598 con un aumento del 105%. L'incremento più elevato in tutta la regione si è registrato nelle città di Pescara con un aumento, in soli 4 anni, del 141% e Chieti + 145%.


LA RIFORMA FISCALE Nel suo discorso il segretario Filt Abruzzo mette in evidenza la necessità di «una riforma fiscale che ripristini il criterio di progressività delle imposte e promuova una lotta seria all'evasione e al lavoro nero. Occorre pensare ad una politica fiscale più rigorosa indirizzata a quel 10% di italiani che detiene il 47% della ricchezza del nostro paese e che sia più attenta al disagio che vivono milioni di italiani spinti verso la soglia di povertà». Secondo il Scaccialepre anche la riforma delle pensioni va rivista perché adesso «presenta un inasprimento dei requisiti per il diritto alla pensione e ha intordotto un sistema perverso di incentivazione al posticipo della data di pensionamento che costringe le aziende ad adottare contromisure per il contenimento del costo del lavoro».

LE FERROVIE
Quello attuale è sicuramente il momento peggiore per le ferrovie. La mancanza di sicurezza e i tanti guasti al materiale rotabile provocano continui incidenti e interruzioni del servizio.
«Nel trasporto pubblico locale», ha spiegato il segretario, «i finanziamenti sono bloccati dal 1997. Nel settore ferroviario la riduzione dei trasferimenti avrà un effetto pesantissimo sui bilanci già in crisi». I rischi saranno «un minore ammodernamento ed una minore manutenzione sulle reti e sul materiale rotabile ed un consistente taglio ai servizi con 47 linee ferroviarie ritenute improduttive. Bisogna elettrificare, ammodernare, velocizzare queste tratte», insiste il portavoce Filt Abruzzo, «perché questo vuol dire ridare vitalità ad alcune linee considerate rami secchi. Lo stato del trasporto ferroviario in Abruzzo, con particolare riferimento alla tratta Pescara-Roma, necessita di interventi immediati. Le condizioni del materiale rotabile utilizzato e della rete ferroviaria, provocano continui guasti e disservizi con conseguenti e legittime proteste dei numerosi pendolari».
L'Abruzzo occupa l'ultimo posto tra le regioni italiane per quanto riguarda gli investimenti indirizzati all'ammodernamento e alla realizzazione di infrastrutture stradali.

AUTOSTRADE
«I tagli all'ANAS», annuncia «porteranno gravi ripercussioni sui lavori stradali con la chiusura della metà dei lavori in corso, con difficoltà a garantire sia le opere relative al piano di sicurezza stradale che la manutenzione ordinaria». Ed oggi proprio quella manutenzione ordinaria è a rischio, così come «i lavori di ripavimentazione, la posa in opera delle barriera metalliche di sicurezza, lo sfalcio dell'erba, la pulizia del piano viabile, lo sgombro neve».
«Neanche la chiusura di una delle due gallerie del traforo del Gran Sasso e la conseguente attesa di circa 30 minuti, ha indotto la Strada dei Parchi a rafforzare i punti di pagamento manuale all'uscita di Teramo, per cui ai ritardi spesso si sommano altri ritardi. La mancanza di sicurezza, più volte denunciata, è emersa in tutta la sua drammaticità nel tragico incidente sulla A/25 di qualche giorno fa, con cinque morti e venticinque feriti».
Bisognerebbe investire di più sui tratti autostradali abruzzesi, «va sfruttata la posizione geografica, ottimale della nostra regione, funge sia da cerniera tra il sud e il nord del nostro paese che da sponda verso i paesi balcani».
Nel 2002 per percorrere l'autostrada da Roma Est a Pescara Villanova erano sufficienti 7,30 euro. Nel 2006 ne occorrono 12,50. Ma la Strada dei Parchi risponde alle critiche: «gli aumenti decisi per il 2006 sono comunque inferiori del 30% rispetto alla media delle tariffe nazionali delle autostrade di montagna».


I PORTI
Questi possono rappresentare secondo Scaccialepre una «grande risorsa» per il trasporto delle merci e delle persone della nostra regione. «La loro collocazione può sicuramente rispondere alle esigenze di collegamenti anche con la Grecia, la Turchia e il medio oriente. Dovranno però avere una destinazione e specializzazione precisa ed essere ben collegati al sistema stradale, a quello ferroviario, agli interporti».
Bisognerà riconoscere il porto di Ortona «come porto commerciale regionale, sia in ragione dei suoi fondali sia per la sua posizione vicino ad aree industriali. Il trasporto via mare può avere una incidenza economica e sociale molto positiva: meno traffico, meno inquinamento, meno incidenti, avere delle vere e proprie autostrade del mare. Vanno inoltre completati», continua il segretario, «e messi in funzione gli autoporti di Roseto e S. Salvo, il centro smistamento merci di Avezzano e messi in collegamento con le reti ferroviarie e stradali».

AEROPORTO
L'aeroporto d'Abruzzo sta assumendo in questi ultimi anni un ruolo importante sia per i collegamenti, sia per il numero dei passeggeri trasportati. «Va completato in tempi rapidi l'interporto d'Abruzzo, situato nel territorio di Manoppello, una struttura di 18 mila metri quadrati, con magazzini per il trasporto gomma-gomma e gomma-ferro».


IL TRASPORTO URBANO
Priorità va data ai parcheggi da realizzare fuori dalle nostre città, collegati con sistemi filoviari, di metropolitane di superficie che sono comode, veloci, non inquinanti. «Si devono costruire nodi di interscambio tra le diverse modalità di trasporto e creare condizioni vincenti rispetto al mezzo privato, primo fra tutti l'aumento della velocità commerciale oggi limitata tra i 15 e18 km/h. Quindi corsie preferenziali, strade interamente dedicate al mezzo pubblico».
Il primo obiettivo è quello di disincentivare l'uso del mezzo privato, in Abruzzo ad esempio solo il 20% degli spostamenti sistematici avviene con il mezzo pubblico sia esso su gomma o su ferro.

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