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Data: 07/09/2012
Testata giornalistica: Il Mattino
Tagli al trasporto ferroviario - Tagli ai treni, i sindacati all’attacco di Vetrella «Ritirare subito la delibera di soppressione delle corse». Galasso: così la Stazione muore

«Giù le mani dal trasporto ferroviario. La giunta regionale ritiri immediatamente la delibera che taglia altri 19 treni in Irpinia». È questa la richiesta unanime di Cgil, Cisl e Uil che ieri mattina hanno convocato nella sala refettorio della stazione di Avellino, lavoratori di Fs, amministratori e associazioni per scongiurare la chiusura della stazione e la soppressione dei treni irpini. Sul banco degli imputati l'assessore regionale ai trasporti Sergio Vetrella e le delibere di giunta (la 431 e la 434) adottate da Palazzo Santa Lucia lo scorso 9 agosto, in cui sono previste la chiusura della tratta Avellino-Benevento e la riduzione dei convogli sulla Avellino-Salerno. In pratica l'eliminazione delle 19 corse ancora funzionanti in Irpinia. Una vera e propria scure che si abbatte sui tagli già effettuati nel 2011 con la soppressione di 112 treni in tutta la Campania. «Non basta la denuncia dei sindacati - ha dichiarato Vincenzo Petruzziello, segretario generale della Cgil irpina - occorre l'intervento delle Istituzioni locali. Dai nostri consiglieri regionali non vogliamo solidarietà, vogliamo capire quanto pesano politicamente a Napoli». E alle istituzioni si rivolge la proposta unitaria delle organizzazioni sindacali, che vedono nei tagli al trasporto su ferro, un capitolo della partita che si sta giocando sull'accorpamento tra le province di Avellino e Benevento. «Il problema - ha spiegato Mario Melchionna, segretario provinciale della Cisl - non riguarda solo l'Irpinia. Chiediamo la convocazione quanto prima di un consiglio interprovinciale tra Avellino, Salerno e Benevento, allargato alla partecipazione di tutti i sindaci interessati, in cui approvare un documento che bocci senza mezzi termini la delibera regionale. La Regione deve capire che l'Irpinia non è terra di nessuno e le istituzioni locali devono scendere in campo con azioni concrete». Consiglio interprovinciale che i sindacati vogliono prima del 21 settembre, data dello sciopero regionale di otto ore. A raccogliere per primo l'appello, il sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso che ha assicurato un impegno fattivo del consiglio comunale: «L'ipotesi di accorpamento di Avellino e Benevento ci pone in serie difficoltà e il taglio dei treni rientra in pieno in questo disegno. Avellino ha tutti i requisiti del capoluogo e non deve perdere il suo ruolo. Sarebbe l'ennesima ricaduta negativa sul territorio irpino, ormai vittima di una persecuzione». A chiarire la posizione del gruppo Pd in consiglio regionale, è stata Rosa D'Amelio: «Presenterò un'interrogazione all'assessore Vetrella che dovrà spiegare come mai una delibera di giunta fatta alla chetichella mentre il consiglio era in pausa, possa diventare da subito operativa. È un atto offensivo per tutta l'Irpinia e deve essere ritirato». Stessa richiesta sarà portata a Palazzo Caracciolo dai consiglieri provinciali democratici, Nando Romano e Stefano Farina, che presenteranno un ordine del giorno apposito da far approvare al consiglio perché «la Provincia in passato - ha dichiarato Farina - troppe volte ha giustificato scelte sbagliate. Bisogna mettere in campo un'azione globale politico istituzionale sin da subito, altrimenti lo sciopero del 21 servirà solo a celebrare il funerale del trasporto su ferro». La palla ora passa alle istituzioni, al Prefetto, a cui Petruzziello, De Feo e Melchionna chiedono un intervento, ma soprattutto ai consiglieri regionali irpini che già martedì 11, data in cui il consiglio regionale si svolgerà a Benevento, potranno chiedere l'immediata sospensiva delle delibere taglia treni. Potranno, cioè, dire la loro su «un diritto costituzionale, quello alla mobilità - ha concluso Pietro Nappi, segretario della Filt Cgil - attualmente leso dall'assessore Vetrella».

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