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Data: 07/09/2012
Testata giornalistica: L'Arena
Verona. Soppressi i treni dei pendolari. In stazione viaggia la protesta

LEGNAGO. Ieri e martedì, a causa della mancanza di personale, sono state annullate le corse delle 9.19 dirette a Un ferroviere allarga le braccia non sapendo cosa rispondere ai passeggeri rimasti a terra ... Treni soppressi senza preavviso. Ed autobus sostitutivi che tardano a partire. È il calvario vissuto negli ultimi due giorni dai pendolari, che utilizzano la linea Verona-Rovigo, già interessata lo scorso anno dal taglio di 11 corse sulla tratta che collega la città del Salieri con il capoluogo scaligero. A far arrabbiare gli utenti, ieri e martedì, è stata la cancellazione del treno delle 9.19 diretto a Verona. E tutto a causa di un guasto alla motrice, come annunciato da uno speaker dall´altoparlante, o «per indisponibilità dell´equipaggio», secondo quanto sostiene invece l´ufficio stampa delle Ferrovie dello Stato. «Fatto sta che anche il convoglio delle 8.19 ieri non è partito», racconta un viaggiatore, «per gli stessi motivi». Chi, tra la quindicina di passeggeri in attesa sulla banchina, ha optato per l´autobus sostitutivo messo a disposizione dalle Fs, l´altro ieri non sapeva proprio dove sbattere la testa. «Il pullman, che deve accogliere i pendolari all´esterno della stazione, non è comparso prima di un´ora rispetto all´orario prestabilito», afferma un altro passeggero. «Della soppressione», aggiunge, «non abbiamo saputo nulla fino a quando non siamo arrivati in stazione. Anche i ferrovieri non sembravano informati». Poi osserva: «L´autobus sostitutivo è gestito da privati e non c´è maniera di contattare direttamente l´impresa per avere informazioni sull´effettiva partenza del mezzo. Chi non riesce a prenderlo decide di fare da sé, spostandosi con le corriere dell´Atv e accollandosi un´ulteriore spesa». Che la situazione sulla Verona-Legnago non sia delle più rosee lo ammette Mario Lumastro, segretario generale della Filt Cgil di Verona, una delle sigle che si occupa di trasporti ferroviari. «Le intenzioni della Regione», rimarca il segretario, «sembrano orientate a smantellare il trasporto su rotaia. Non siamo d´accordo su questo modo di agire: alla fine a pagare sono infatti principalmente lavoratori e studenti». E osserva: «Lungo la Verona- Legnago ci risulta che le corse siano diminuite. Dal prossimo gennaio si rischiano tagli più consistenti». Il consigliere regionale del Partito democratico Franco Bonfante è perplesso. Nei mesi scorsi, assieme ai colleghi del suo partito, aveva lanciato l´allarme per una possibile diminuzione delle corse sulla tratta, smentita poi dall´assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso. «Le assicurazioni di Venezia non convincono», afferma Bonfante, «e la situazione non è rassicurante: fonti interne a Trenitalia rafforzano l´ipotesi riguardanti nuove soppressioni di corse». Il sindaco Roberto Rettondini, dal canto suo, commenta: «Così non si può più andare avanti: servizi a livello locale ce ne sono sempre meno». Dall´ufficio stampa delle Ferrovie dello Stato arrivano intanto rassicurazioni: «Le cancellazioni di ieri e martedì», spiegano i responsabili, «hanno riguardato solo il treno delle 9.19 per l´assenza di una parte dell´equipaggio ossia il macchinista e il capotreno. Non c´è nessuna modifica nell´offerta. Lo stesso, da giugno ad oggi, è stato cancellato solo quattro volte, una di queste il sabato. Inoltre ha un utilizzo abbastanza contenuto: in media 21 passeggeri per viaggio». Le Fs aggiungono: «In entrambe le mattinate autobus sostitutivi hanno raccolto i passeggeri davanti alla stazione: i mezzi erano riconoscibili da cartelli. Il tragitto stradale può avere tempi di percorrenza più lunghi. Questo ci dispiace e ce ne scusiamo».

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