PESCARA La bagarre sul riordino delle Province si trasferisce nel palazzo. Il Consiglio delle autonomie locali si riunirà questa mattina, alle 10.30, nella sede del Consiglio regionale all'Aquila. Saranno illustrati i numerosi progetti di riassetto territoriale, sulla scia del decreto sulla spending review, che impone la soppressione delle Province di Pescara e Teramo, ma consente accorpamenti tra i comprensori. L'ipotesi più in linea con la delibera del Governo prevede le fusioni di Chieti e Pescara, e dell'Aquila e Teramo, con L'Aquila e Pescara nuovi capoluoghi. Ma al Cal, che riunisce i sindaci abruzzesi e dovrebbe essere il luogo della sintesi, perverranno molte altre proposte, anche in contrasto tra loro, che interpretano le spinte localistiche provenienti dai vari territori. A parte l'Idv, che ha mantenuta ferma la barra a favore dell'abolizione di tutte le Province, i partiti principali si presentano frammentati. Il Pdl già da tempo si è diviso: sul fronte teatino il senatore Di Stefano vuole la fusione con Pescara, ma pretende che Chieti sia il nuovo capoluogo. Sul versante teramano il sindaco Brucchi chiede l'istituzione di Pescara città metropolitana, che attraverso un gioco di annessioni e cessioni territoriali consentirebbe la sopravvivenza delle altre tre province. Nel Pescarese, il sindaco Albore Mascia, il presidente della Provincia, Testa, e il senatore Pastore propongono la provincia unica appenninico-adriatica, che lascerebbe inalterata solo L'Aquila. Se nel Pdl è battaglia, in casa Pd non va molto meglio. Ieri, a Pescara, il gruppo provinciale dei democratici ha annunciato di volersi attenere a quanto disposto dal decreto. «Pescara e L'Aquila saranno i capoluoghi delle due nuove province - tuona il segretario aggiunto, Antonio Di Marco -. Non c'è spazio per altre ipotesi». Non la pensa così il Pd chietino, con il senatore Legnini che fa fronte comune con Di Giuseppantonio nel chiedere che Chieti sia il nuovo capoluogo. Il Pd teramano, avendo preso coscienza dell'impossibilità di mantenere il capoluogo, si è deciso a chiedere l'abolizione di tutte le province. «Questa è la posizione dell'Idv - nota polemicamente Di Marco -. Ricordo al primo cittadino di Pineto e al Pd teramano che fanno parte di un altro partito». Il sindaco della località costiera, Luciano Monticelli, replica a stretto giro: «Questo decreto non produce alcuna razionalizzazione, ci sono regioni che potranno recuperare anche 3 o 4 province». Per questo rilancia la richiesta, già inoltrata alla Regione, di ricorrere alla Corte Costituzionale. «La legge impone un processo dal basso, mentre il decreto prevede che il Cal proponga, la Regione modifichi e il Governo decida - rimarca Monticelli -. A questo punto è meglio azzerare tutto e attendere che la prossima legislatura sopprima le Province».