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Pescara, 28/03/2026
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07/09/2012
Il Centro
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Concorso, proposte del Pd per andare incontro ai precari |
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Di Nicola dell’Idv suggerisce la «territorializzazione» I dirigenti comunali: tutelare le professionalità esistenti L’AQUILA Intorno al cosiddetto concorsone che dovrebbe servire ad assumere circa 300 persone a tempo indeterminato per la gestione della ricostruzione continua il dibattito per proporre e suggerire modifiche al bando e venire così incontro alle richieste dei precari del Comune che a seguito del concorso potrebbero restare fuori dalle assunzioni. Il gruppo del Partito democratico nel consiglio comunale dell’Aquila in un comunicato fa delle proposte per salvaguardare le professionalità che in questi tre anni hanno lavorato sulla ricostruzione: «1) Prevedere la possibilità per tutti coloro che debbano accedere alla riserva, di evitare la preselezione, anche tenendo conto di quanto in questi giorni il Governo ha previsto nel concorso sulla scuola dove si stabilisce che il personale che abbia prestato attività di lavoro, anche precario, presso l’ente è esonerato dal sostenere la prova preselettiva; 2) In subordine garantire la percentuale del 50 per cento anche scorrendo la graduatoria fino a copertura della riserva; 3) Considerando che gli assunti dovranno operare sugli specifici e complessi temi della ricostruzione, chiediamo che le domande per la preselezione siano scelte in una quota preponderante (80 per cento) sui temi della ricostruzione e del territorio del cratere; 4) Prevedere che il meccanismo di selezione garantisca il rispetto della riserva prevista dalla Legge; 5) Ogni candidato deve avere la possibilità di partecipare ad ogni profilo professionale per il quale abbia i relativi requisiti; 6) Riconoscere che la riserva sia attuata in modo paritario su ogni profilo professionale indicato nel bando di concorso; 7) Nel concorso, al fine di garantire una continuità amministrativa , è opportuno attribuire un consistente punteggio di riserva a coloro che hanno lavorato nella ricostruzione e nell’emergenza e tra questi un punteggio ulteriore ai vincitori di selezione pubblica; 8) Prevedere per i vincitori di concorso il vincolo obbligatorio di permanenza di dieci anni previsto dalle leggi nell’ente preposto; nel caso si determini vacanza di posti si procede al reintegro al 100 per cento attingendo dalla graduatoria e tenendo conto della riserva del 50 per cento». Questa la proposta del Pd. Il consigliere comunale Giuliano Di Nicola (Idv) suggerisce che «per essere vicini ai precari nel bando deve essere presente ed enfatizzato il concetto della territorializzazione. Infatti non riesco a comprendere perché non ci debba essere un esplicito richiamo all’articolo 51 del decreto legislativo 150/2009 (per l’appunto territorializzazione). E’ vero che la norma sino ad oggi ha trovato scarsa o nulla applicazione (sembra non esista giurisprudenza al riguardo) ma perché un preciso articolo di legge non può essere inserito nell’emanando bando?». Posizione a favore dei precari la prendono anche i dirigenti del comune dell’Aquila che chiedono al governo e al sindaco «di attuare tutte le misure possibili e necessarie a tutelare le professionalità precarie dell’Ente al fine di conservare intatto un patrimonio di competenze difficilmente replicabile e del quale ognuno di noi non può che andare fiero». Intanto l’assemblea dei 47 dipendenti a tempo indeterminato del Comune dell’Aquila, idonei ai concorsi per le progressioni verticali espletate dall’ente nel 2010 prende le distanze da una nota di qualche giorno fa in cui si esprimevano giudizi «denigratori» sui precari.
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