Atessa, proteste per la tariffa aumentata di quasi il 100% il sindaco: devo salvaguardare chi abita qui
ATESSA È polemica sugli scuolabus utilizzati dai non residenti: «Non siamo cittadini di serie B», lamenta un gruppo di papà e mamme che si firmano, in una lettera giunta al Centro, “I genitori lasciati soli dal Comune di Atessa”. Fino a giugno gli alunni non residenti e frequentanti la scuola dell’obbligo, hanno usufruito del servizio alle stesse condizioni dei residenti. Per il nuovo anno il Comune ha deciso di aumentare il costo del servizio quasi del 100% abolendo il servizio per tutti i non residenti. «Dopo le nostre richieste», dicono i genitori, «l’amministrazione comunale ha istituito uno scuolabus per i non residenti con costi esorbitanti perché completamente a carico delle famiglie». E monta la polemica. «Questa potrebbe pensare una buona soluzione di là dai costi, in realtà la giudichiamo una vera e propria discriminazione per i nostri figli», lamentano i genitori. Per il trasporto scolastico, eseguito esclusivamente per i minori residenti nel Comune, la retta è di 200 euro per il primo figlio e 130 per il secondo figlio; dal terzo figlio in poi scatta l’esenzione. Per quanto riguarda un altro servizio a chiamata individuale, l’asilo nido, è prevista una retta mensile unica di 370 euro per i non residenti; mentre per i residenti si pagherà secondo il reddito (i due estremi sono: con reddito da 0 a 7.746 euro, retta mensile di 90 euro; oltre 30.987 euro, retta di 240 euro). Per il secondo figlio frequentante e residente, riduzione del 20%. «Secondo noi», propongono i genitori dei bambini non residenti, «la soluzione a tutti congeniale sarebbe che il sindaco Nicola Cicchitti, l’assessore alla pubblica istruzione, Antonello Scarinci, e gli altri componenti della giunta, tornino sui loro passi e lascino che il servizio scuolabus torni a funzionare come nel passato, anche perché, con tanti bambini non residenti ma paganti, si abbatterebbero i costi anche per le famiglie atessane». Non ci sta il sindaco Cicchitti. «Se si è sbagliato nel passato», dice, «non si può continuare a farlo. Comunque stiamo trattando con la ditta dei trasporti. Ma non possiamo pagare servizi per utenti di altri comuni. Siamo disponibili ad accogliere tutti ma non è ammissibile che ciò pesi sul nostro bilancio. Devo salvaguardare prima gli atessani. Inoltre», conclude Cicchitti, «i ragazzi non residenti andrebbero in sovrannumero sugli scuolabus e ciò non è possibile».