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Pescara, 28/03/2026
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Data: 07/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Province e tagli - Torna il Cal però si vola basso: obiettivo tre province

Confindustria Chieti invece si stacca dalla politica e punta sull’accorpamento naturale con Pescara

PESCARA - Lasciamo da parte le lotte per il capoluogo e confrontiamoci su come riorganizzare i servizi. Non è un caso se il messaggio lanciato da Paolo Primavera, presidente di Confindustria Chieti è del tutto identico al pensiero espresso pochi giorni prima da Enrico Marramiero, presidente di Confindustra Pescara. Anche perché, ancor prima che il dibattito sul riordino delle Province si infiammasse, dunque in tempi non sospetti, le due Confindustrie avevano già messo in piedi uno studio per riorganizzare le rispettive associazioni di categoria in un unico soggetto, con un'unica sede, ritenendo inutile la separazione in casa in un'area omogenea come quella di Chieti-Pescara dove persino due sedi di Confindustria potevano rappresentare un paradosso.
Da qui la clamorosa smentita di Paolo Primavera al sindaco di Chieti, Umberto Di Primio che dopo il tavolo con le parti sociali aveva fatto sapere di avere raccolto consensi unanimi alla sua proposta: battersi perché la Provincia teatina mantenga la sua autonomia, senza alcuna concessione a Pescara, ad iniziare dallo scettro di capoluogo. Confindustria invita a percorrere la strada esattamente opposta, ritenendo naturale l'accorpamento di Pescara e Chieti nella logica della razionalizzazione e dell'efficienza dei servizi, nonché del risparmio sulla spesa pubblica. Ma anche dalla politica (vedi i venti di insofferenza che si sollevano da Vasto e Lanciano) arrivano messaggi poco rassicuranti per la città teatina, sempre più arroccata attorno al campanile.
Tutto questo mentre il Cal, il Comitato per le autonomie locali, tornerà a riunirsi oggi, all'Aquila, per esaminare le proposte sul riordino delle Province. Se si dovesse procedere secondo la logica del Cencelli, la nuova spartizione del territorio dovrebbe portare a tre il numero delle nuove Province: L'Aquila, Pescara-Chieti e Teramo (con l'accorpamento di alcuni Comuni dell'area Vestina), o L'Aquila, Chieti e Pescara-Teramo. La logica dettata dalla stessa spending review del Governo Monti sembra però indicare un'altra strada: la suddivisione del territorio abruzzese in due macro aree, con due sole Province. Quali? Spetterà ai rappresentanti del Cal e poi al Consiglio regionale individuarle, con tutto ciò che ne deriverà per la riorganizzazione degli uffici periferici dello Stato, oggi legati alla sede del capoluogo.
Ieri anche il gruppo Pd alla Provincia di Pescara ha fatto conoscere la sua proposta: «Una Provincia Pescara-Chieti di fatto esiste già, per continuità, legame economico e territoriale. Ci sembra fuori luogo, quindi, l'idea di aggregare Pescara a Teramo, ne è pensabile che Pescara, cuore pulsante dell'Abruzzo, possa essere cancellata dalle cartine geografiche».

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