«Quello di Foggia è un primo tassello di un mosaico rispetto a cui rimarremo incalzanti con il Governo ma p anche la dimostrazione che siamo davvero pronti, con progettazioni in grado di andare velocemente in gara. Si parte da Foggia perché Foggia, nel sistema che si sta disegnando, è e sarà un nodo nevralgico, con una funzione di "hub" in cui si concentrano reti diverse, all'interno del quale avremo gli scambi dei passeggeri, delle merci, della logistica: tutte le diverse modalità di trasporto, leva su cui poggiare i processi di sviluppo del territorio». Lo ha dichiarato Guglielmo Minervini, assessore alle infrastrutture della Regione Puglia, intervenuto ieri a Palazzo di città alla presentazione dei progetti Rfi per Foggia. Minervini si è soffermato anche sul possibile by pass della stazione di Foggia lungo la direttrice per Napoli Roma: «Non c'è alcun elemento di programmazione - ha detto Minervini - in cui ci siano soluzione che by-passino la stazione di Foggia per i passeggeri. Qualora qualche soggetto dovesse fare emergere in futuro questa idea (è stata ipotizzata dallo stesso Moretti, amministratore delegato di Rfi durante la presentazione del progetto, ndr), troverà la ferma, netta, irriducibile opposizione della Regione, con la stessa intensità che stiamo mostrando sulle trivellazioni al largo delle Isole Tremiti». Minervini ha sottolineato che «pur considerando che i flussi non sono condizionabili dalla programmazione, le potenzialità legate a questa funzione del traffico merci sono straordinarie dato che il sistema economico Puglia guarda ai porti campani avendo oltre Atlantico i nostri mercati di riferimento. Qualche mese fa - ha aggiunto l'assessore - Divella lamentava il fatto non ci fossero più treni merci per Napoli e lo stesso handicap lo accusava la filiera del mobile imbottito, che hanno gli Stati Uniti come riferimento. È emersa l'of ferta LOTRAS e, adesso, si formano quattro treni alla settimana, sintomo di una vitalità estremamente interessante». Rispodendo a una possibile competizione tra direttrice adriatica e tirrenica, con i cinesi che gestiscono il porto di Taranto che preferirebbero si potenziasse la prima, Minervini ha spiegato che «ovviamente serve anche l'Adriatico: il porto di Taranto come porto di riferimento dell'Italia nel Mediterraneo, è una scelta nazionale e sappiamo che la direttrice adriatica serve il Centro Europa, l'area dove si sviluppa il 20 per cento del PIL mondiale. Ma le due direttrici non sono in contraddizione. Tant'è vero - ha concluso l'assessore regionale - che lavoriamo affinché si eliminino, lungo la direttrice adriatica, la strozzatura nella tratta Termoli-Lesina, che nel 2012 è ancora a binario unico, e la strozzatura di Cattolica, dove c'è una galleria con un'alte zza insufficiente rispetto ai nuovi container che viaggiano su rotaia. Nel CIS c'è un primo "ac conto" di 350 milioni per dieci chilometri della Termoli-Lesina, mancano ancora risorse per altri 30 chilometri».