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Data: 09/09/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Non lasciamo gli studenti a piedi. Il rettore Di Orio scrive al ministro Barca. Necessario il servizio gratuito dedicato

Università. Tanti i pendolari costretti anche a viaggi di due ore al giorno

Una lettera per avere notizie sulla mancata attivazione, anche per quest’anno accademico, almeno fino a questo momento, del servizio di trasporto dedicato, che dal 2009 è stato assicurato agli studenti universitari dalla Direzione Regionale Trasporti, Infrastrutture, Mobilità e Logistica della Regione Abruzzo, in collaborazione con l’amministrazione dell’Ateneo. È la lettera che il Rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando Di Orio, ha inviato al Ministro per la coesione territoriale, Fabrizio Barca. «L’Aquila, come lei ben sa, è ancora una città che si dibatte tra mille difficoltà - scrive Di Orio - e reperire alloggi a prezzi accessibili è davvero difficile. Ciò costringe molti studenti (oltre 7000 le tessere consegnate nell’anno accademico 2011/2012) ad accettare la difficile condizione di pendolari, spesso con percorrenze che superano le due ore giornaliere. L’esistenza di un servizio gratuito, ma soprattutto dedicato, con tratte e orari pensati in funzione della vita studentesca, rappresenta oggi più che mai un motivo in più, per convincere i giovani a scegliere la nostra Università e contribuire così alla ripresa dell’intero territorio aquilano». Un servizio questo che il Rettore chiede di riattivare anche per l’anno accademico alle porte che, unitamente alla gratuità delle iscrizioni, assicurata dall’accordo di programma stipulato con il Governo Berlusconi nel 2009 e rinnovato nel 2011, è stato uno degli strumenti di maggiore efficacia per garantire la progressiva ripresa dell’Università aquilana e il mantenimento, quasi inalterato, del numero degli iscritti. Una lettera accorata quella del Rettore, che tiene conto delle difficoltà che a tutti i livelli, anche procedurali, implicano scelte di questo tipo. Di Orio conclude con una battuta secca che non lascia spazio a repliche: «Sarebbe quantomeno singolare che un Governo definito "dei Professori" non concedesse ad un Ateneo così duramente colpito dalla sorte quanto è stato invece assicurato dal precedente Governo». Una situazione, quella che vive da tre anni a questa parte l’Ateneo aquilano, ancora all’insegna della provvisorietà anche se i grandi sforzi messi in campo, all’indomani del sisma dell’aprile 2009, da tecnici, docenti e dirigenza accademica hanno permesso di mantenere nel capoluogo le facoltà che altri avevano intenzione di trasferire. Un lavoro che, tirando le somme, ha dato i suoi frutti, visto che le iscrizioni stanno lentamente ma costantemente salendo, andando quasi a pareggiare i livelli ante sisma. Per queste ragioni, per gli sforzi profusi da tutti gli attori impegnati a tempo pieno in questo delicato quanto strategico settore, l’Ateneo, ma ancor prima la città, non può permettersi il lusso di non poter contare su un servizio basilare come quello che riguarda appunto i trasporti degli studenti. Bisognerà ora attendere la risposta del Ministro Barca, che dovrà chiarire se il Governo ha intenzione o meno di tener fede a quell’accordo di programma, promesso dal precedente esecutivo. Qualora il nuovo governo tecnico non riuscisse a mantenere gli accordi presi, si creerebbe una situazione gravissima che andrebbe ad abbattersi oltre che su un Ateneo che sta cercando di rimettersi in piedi, anche su una città che ha bisogno della presenza degli studenti per far riprendere a girare il volano della sua economia.

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