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Pescara, 28/03/2026
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Data: 09/09/2012
Testata giornalistica: Il Tempo
Matteo apripista Ora tocca al centrodestra di Mario Sechi

Matteo Renzi non è un big bang solo per il centrosinistra, ma per l’intero sistema politico. Un politico con meno di 40 anni ha deciso di sfidare la nomenklatura del suo partito, un gruppo dirigente che da oltre vent’anni decide non solo le sorti dell’eredità post-comunista ma anche dell’Italia. E lo fa insieme a un altro gruppo dirigente che nel centrodestra si comporta in maniera speculare bloccando l’ascesa di qualsiasi candidatura alternativa, non controllabile, fuori dagli schemi della nomina o della cooptazione. La parola «competizione» per i leader dei partiti italiani non esiste, è stata cancellata dal vocabolario politico e nessuno pare intenzionato a ripristinarla. La battaglia di Renzi in poche settimane si è trasformata nella metafora di uno scontro generazionale. Siamo l’unico Paese occidentale dove la fascia di cittadini che va dai trenta ai cinquant’anni (cioè un bel pezzo di popolazione attiva che paga le pensioni dei padri, dei nonni e di quelli che la prenderanno dopo aver governato il Paese) non decide niente del suo futuro e di quello dei suoi figli. Questo è inammissibile. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è nato nel 1961, sul palco con lui qualche giorno fa l’ex presidente Bill Clinton (classe 1946) ha infiammato la folla ma aveva lasciato la Casa Bianca da undici anni, il premier britannico David Cameron è nato nel 1966. Potrei continuare con molti altri esempi, ciò che è lampante e ormai inaccettabile è essere governati da una gerontocrazia che non sa come si accende un personal computer, non immagina cosa sia la tecnologia, la mobilità, non ha la più pallida idea di cosa significhi oggi allevare dei figli e di cosa ci sia realmente bisogno nel nostro sistema educativo e del lavoro. Il ricambio generazionale non si fa con il metodo che desidera la vecchia politica: «Stai buono, aspetta il tuo turno». Non siamo dal medico condotto né alla posta. Perché quando arriva il tuo turno tu hai i capelli bianchi e i tuoi figli vivono in un Paese che offre disoccupazione e incentivi a scappare. Ben venga Renzi. E altri lo seguano nel centrodestra. È ora di cambiare tutto.

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