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Pescara, 28/03/2026
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09/09/2012
Il Messaggero
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Lista Italia, Marcegaglia a Casini:
sì al vostro progetto, saremo in tanti |
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CHIANCIANO - L’Udc celebra le primarie delle idee, come recita il jingle scritto ai lati del palco della convention di Chianciano. Anche perché a quelle degli applausi non c’è partita: stravince EmmaMarcegaglia. Meglio dirlo subito, ogni retroscena su eventuali candidature è forzato. Un esempio: Rocco Buttiglione la butta lì come battuta («Forse abbiamo trovato il nostro Monti-donna») e poi fa marcia indietro. Più semplicemente - e realisticamente - l’ex presidente di Confindustria scalda i cuori della platea centrista e diventa un’icona dell’esperimento politico della lista per l’Italia che Pier Ferdinando Casini vuole mettere in campo. Un contenitore capace di aggregare pezzi di mondo imprenditoriale e, più in generale, di società civile che smuova nel profondo il panel dell’offerta politica italiana. La Marcegaglia tocca le corde giuste: «State perseguendo un progetto intelligente e interessante - scandisce mentre i battimani si sprecano - e siete interessati ad aprirvi ad altri protagonisti della vita civile. E’ un’apertura seria, non di facciata. Questo non è un partito di superman o di superwoman». Seguono bordate a Berlusconi («In 15 anni non ha fatto nulla di liberale») e a Vendola («Nulla in comune con lui»). Conclusione: «Io sono un imprenditore e continuerò a farlo. Ma se andate avanti così, sarò con voi e vi sosterrò. E se andate avanti così saranno molti gli italiani che vedranno nel vostro progetto un progetto serio e credibile».
Qualcosa del genere succede anche con Corrado Passera, che dal palco risponde a tante e pertinenti domande di ragazzi. Dalla platea parte l’invito: «Stai nelle nostre liste». E il titolare dello Sviluppo replica: «Faccio il ministro di un governo tecnico e voglio farlo fino alla fine». Già, e dopo? «Abbiamo bisogno di un movimento largo per superare le tante resistenze al cambiamento. C’è bisogno di gente che abbia spirito di servizio».
Poi arriva la parte più politica della giornata. L’ospite d’onore è Gianfranco Fini. «Senza di lui oggi non saremmo qui», è il riconoscimento che gli tributa Lorenzo Cesa. Il presidente della Camera - che al progetto di Casini è fortemente interessato - replica tracciando un parallelo tra le vicende dei centristi e quelle di Fli, di quando l’Udc rifiutò di entrare nel Pdl e di quando Fini ruppe con Berlusconi: «Voi nel 2008 e io nel 2010, pur provenendo da storie e culture diverse, abbiamo dimostrato di saper anteporre gli interessi personali a quelli generali». Il parallelo serve a sottolineare la convergenza di vedute per il prossimo futuro, quello della campagna elettorale e del dopo elezioni: «Serve una alternativa credibile al libro dei sogni, tornare a quelle stagioni è impossibile». La parola magica è «continuità»: con l’azione del governo Monti, ovviamente. E’ il modo più giusto per Fini per conquistare il consenso di quella «larghissima parte del Paese» che rigetta il populismo e la demagogia: «C’è una platea enorme di uomini e donne che aspetta dalla politica una alternativa» che non sia quella socialdemocratica di Bersani «che in Italia si sposa con la sinistra radicale» e neppure (e soprattutto) quella del berlusconismo, «vera e propria caricatura del centrodestra» senza paragoni in Europa. In caso contrario, il prezzo che l’Italia rischia di pagare sarà altissimo: «Crescerà il malcontento e l’astensione». Di più: verrà sconfitta la politica. E sarebbe la sconfitta peggiore di tutte. La politica deve invece riconquistare il proprio primato, e per questo questo «non è possibile riproporre nel 2013 uno scenario uguale a quello del recente passato. La serietà messa in campo dal governo Monti non può in nessun caso essere considerata una parentesi». «E’ una sfida ardua e difficile - conclude Fini - ma se sapremo vincerla dipenderà solo da noi».
Il suggello al ragionamento di Casini e Fini tocca a Beppe Pisanu. «I moderati - scandisce il presidente della Commissione Antimafia - rappresentano la maggioranza del Paese. E’ ora che si riuniscano tutti assieme in un soggetto politico nuovo, alternativo sia al centrodestra che al centrosinistra per come si configurano. Un soggetto politico a vocazione maggioritaria, che sappia parlare ai cattolici e ai liberaldemocratici».
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