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Pescara, 28/03/2026
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Data: 09/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Province e tagli - Pescara, una provincia con Chieti e Teramo di Luigi Albore Mascia(*)

Gentile Direttore, credo sia giunto il momento di esprimere le «mie ragioni» circa la proposta di riordino delle Province abruzzesi, che ho firmato e depositato con il Presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa presso il Cal, ovvero l'unione tra Pescara, Chieti e Teramo per la costituzione della «Provincia Appenino-Adriatica». La legge sulla 'Spending Review' è una sfida che dobbiamo raccogliere e alla quale dobbiamo saper dare seguito per essere «attori» e non succubi di un cambiamento che costituirà per l'intero territorio nazionale una vera rivoluzione. Pescara ha deciso di raccogliere la sfida e sin dal primo giorno abbiamo reso pubblica una proposta di ampio respiro che fonda le sue motivazioni su considerazioni politico-amministrative-economico-territoriali concrete. Innanzitutto è bene chiarire che qui non si parla di promozioni o bocciature, di Province di serie A o di serie B. Sicuramente dovremo passare dalle attuali quattro Province a due sole. E sicuramente l'accorpamento per fusione tra le Province di Chieti e Pescara appare ormai scontata e irrinunciabile, alla luce delle caratteristiche dei due territori che condividono un’unica area metropolitana e in cui sono presenti centri urbani i cui territori risultano essere senza soluzione di continuità. Tuttavia credo che la sola fusione di Chieti e Pescara sia riduttiva rispetto alle potenzialità di più ampio riassetto quale la costituzione dell'unica Provincia Appennino-Adriatica che comprenda Chieti, Pescara e Teramo. Tale accorpamento darà vita a una Provincia con un territorio vasto e omogeneo, sia nella parte litoranea che in quella pedemontana, senza barriere; una Provincia che sarà fortemente attrattiva all'esterno per le opportunità che offrirà agli investimenti in virtù dell'unica vasta area, dotata delle necessarie infrastrutture, e parimenti sarà attrattiva al proprio interno, perché si costituirebbe un unico territorio, pari a oltre la metà dell'intera Regione e della sua popolazione; la nuova Provincia avrà un'unica Pubblica amministrazione locale, regionale e statale, quindi un unico centro di riferimento. Soprattutto la nuova Provincia, così costituita, potrà contare sulla presenza delle principali direttrici di sviluppo industriale, commerciale e infrastrutturale, individuate lungo le direttrici della Val di Sangro, della Val Pescara e della Val Vibrata, fortemente strutturata attraverso i porti commerciali, pescherecci e turistici, la rete ferroviaria, l'Aeroporto d'Abruzzo, l'Autoporto, le autostrade e le superstrade che costituiranno un reticolo di vie di comunicazione che unirà al suo interno la nuova Provincia dalle Marche al Molise, dal mare al versante Adriatico del Gran Sasso e della Maiella. Il nuovo territorio sarà pienamente equilibrato, con un nucleo urbano centrale posto nella Val Pescara (Francavilla-Chieti-Pescara-Montesilvano), e gli altri nuclei di aggregazione e sviluppo urbano già esistenti a sud (Ortona-Lanciano e Vasto-San Salvo), e a nord (Silvi-Atri-Pineto-Roseto e Teramo-Giulianova).

(*) Sindaco di Pescara

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