A Pescara si lavora a un comitato elettorale. «Grillo? È un faro del movimento, ma noi siamo autonomi»
PESCARA Nessuno sa quanti sono in Abruzzo. Ma nelle riunioni che il Movimento 5 Stelle convoca mensilmente è stata imposta la partecipazione di non più di tre rappresentanti per comune: la sala è sempre troppo piccola per contenere tutti. La crescita è «silenziosa», dicono nel movimento, «ma costante», per nella totale assenza o quasi di Grillo e dei grillini dal dibattito politico regionale (ma nelle ultime settimane si sono intensificati interventi e iniziative sul territorio: a Pescara per il porto o per la questione dei biglietti gratuiti allo stadio, a San Salvo per la crisi della Pilkington, a Vasto contro la centrale a biomasse, a Spoltore sulla questione delle opere pubbliche legate all’arrivo dell’Arca). Il movimento cresce soprattutto nella generazione tra i 25 e i 35 anni. Alle ultime amministrative la costola abruzzese del partito di Beppe Grillo ha conquistato due seggi nei comuni di Montesilvano (Manuel Anelli, 4,77%) e Spoltore (Carlo Spatola Mayo, 8,01%). Si è presentato con propri candidati sindaci anche a Ortona, San Salvo, L’Aquila. L’anno scorso ha presentato un candidato sindaco a Vasto che ha raccolto il 3,66%. E da qualche settimana i grillini sono al lavoro per le politiche e le regionali. A Pescara si è già costituito un comitato elettorale. Gli incontri sono frequenti e si discute molto sul web nel forum del sito www.movimento5stelleabruzzo.it, dove vengono pubblicati i verbali di tutte le riunioni. Partecipare è facile, basta iscriversi, ma si sta discutendo se lasciare pubblica anche la discussione interna per la campagna elettorale. «Il movimento non ha gruppo dirigente, è completamente orizzontale», dice Manuel Anelli, «poi quando ci sarà un candidato governatore probabilmente sarà nominato un portavoce». Per le candidatura la scelta sarà assembleare, ma ci vorrà la certificazione di Grillo, come per tutte le liste elettorali. È l’unico momento in cui lo staff del leader interviene: «Rispetto a Grillo c’è autonomia all’interno di quanto dice lo statuto nazionale», spiega Anelli. «Grillo è certamente il nostro faro ma non è quella persona ingombrante di cui si parla. Poi è chiaro che ognuno ha una sua visione», aggiunge riflettendo sulle polemiche di questi giorni seguite al fuori onda del consigliere regionale emiliano Giovanni Favia: «Una cosa importantissima Favia l’ha detta», commenta Anelli, «riguardo cioè all’importanza che il movimento può assumere a livello europeo. Se la televisione olandese o la stessa Bbc vengono in Italia per raccontare Grillo qualcosa vorrà dire». Parla di assenza di ogni ingerenza anche Spatola Mayo in una lettera postata sul sito Chieti5stelle.it : «Nel mio operato che non ho mai avuto contatti privati, e men che meno intromissioni nella mia attività consiliare, né prima né dopo le elezioni, da parte dei signori Grillo e Casaleggio. Ho sempre fatto riferimento esclusivamente al mio programma, costruito calando nella nostra realtà territoriale il programma nazionale del Movimento 5 stelle». Il resto dice Spatola Mayo è una «montatura mediatica» per screditare il movimento in vista del successo elettorale alle politiche. Un successo che i grillini sperano di replicare anche in Abruzzo. Legge elettorale permettendo. Quella allo studio prevede uno sbarramento del 3% per chi corre all’interno di una coalizione e uno sbarramento del 5% per la lista che corre sola. E la lista di Grillo correrà certamente sola. «Lo sbarramento è uno scandalo» dice Anello «e ci opporremo in ogni modo». La soglia del 5% però dovrebbe essere alla portata del movimento abruzzese: «Se alle politiche facciamo il 15% a livello nazionale potremmo avere un traino positivo per le regionali».