Confesercenti: «Riattivare la domanda interna e riaprire i canali del credito»
Pd e Uil incalzano il governatore dopo la firma del documento
PESCARA - Ora quello che chiedono un po' tutti è di fare presto, che non è solo l'acronimo del documento sottoscritto venerdì al tavolo del Patto per lo sviluppo, dove Presto sta appunto per Pacchetto regionale per il sostegno al tessuto produttivo e all'occupazione. Il segretario regionale di Confesercenti, Enzo Giammarino invita ad accelerare sul crono-programma: «Gli accordi raggiunti sono un buon passo avanti per definire tempi e risorse indispensabili alle imprese». Confesercenti chiede però di passare all'azione: «Riattivare la domanda interna e riaprire i canali del credito alle imprese sono i due assi portanti su cui intervenire subito».
In ballo ci sono 142 milioni di finanziamenti, in gran parte iscritti tra le risorse comunitarie. Il Pd è l'unico partito di opposizione ad avere accolto l'invito ad accomodarsi al tavolo del Patto per lo sviluppo al fianco delle parti sociali . Ma il capogruppo democrat in Consiglio regionale, Camillo D'Alessandro, invita ad uscire dai trionfalismi delle ultime ore: «Spero che Chiodi non voglia fare apparire come epocale il minimo garantito assicurato all'Abruzzo, cioè la messa in circolazione delle risorse, ancora poche in realtà, che dovevano essere iniettate nel circuito regionale nel momento della peggiore crisi, accompagnata dalla morìa di imprese e di posti di lavoro».
Anche per il Pd la parola d'ordine è: ora giù le tasse regionali, battendo i pugni sul tavolo del Governo, se sarà necessario, perché gli abruzzesi ottengano ciò che gli spetta. Ma per D'Alessandro la partita vera riguarda la seconda parte del pacchetto di interventi, con la necessità di rimettere mano alla riprogrammazione degli strumenti finanziari disponibili, Fas, Fesr e risorse aggiuntive derivanti dall'ex Pain e Ods. «L'Abruzzo -osserva il capogruppo del Pd- è uno, ma diviso in mille programmazioni settoriali. Va recuperato il valore di una programmazione unitaria che a risorse certe sia capace di stabilire obiettivi, scrivere le priorità, misurare i risultati». Il rischio paventato dal Pd è quello di una dispersione di queste risorse strategiche in mille rivoli clientelari, come sarebbe avvenuto, sempre a detta di D'Alessandro, nella attuale programmazione del Fas gestita da Chiodi.
Sul crono-programma varato al tavolo del Patto per lo sviluppo interviene anche il segretario regionale della Uil, Roberto Campo: «Per la prima volta è stato messo nero su bianco con l'impegno ravvicinato a ridurre le tasse, in riferimento alla rimodulazione dell'addizionale regionale Irpef. Ora è indispensabile che tutto ciò che nel documento non è già operativo, lo diventi in tempi stretti. Cominciamo a lavorarci immediatamente».
Tra le misure sollecitate dai sindacati e dalle organizzazioni di categoria, ora presenti nella griglia di Presto, figurano quelle per migliorare l'accesso al credito delle Pim e per promuovere la crescita e l'avviamento di nuove imprese. C'è poi il capitolo della formazione continua, dei contratti di sviluppo locali e dei contratti di rete, sui quali si spera di generare nuove occasioni di rilancio per l'economia. A questi si aggiungono gli interventi straordinarie per le aree di crisi, come la zona della Valle Peligna e quella del cratere. Su quest'ultimo punto è anche previsto un incontro della Regione con il Ministero per lo Sviluppo economico. In gioco ci sono gli interventi infrastrutturali strategici funzionali alle mutate esigenze del territorio. E non è detto che in questa partita aperta con Roma non entri in ballo anche il nuovo riassetto istituzionale imposto dalla spending review, attraverso la riduzione delle Province e, a cascata, delle città capoluogo, degli uffici decentrati dello Stato e delle infrastrutture ad esse collegate.