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Data: 10/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Arta: sul cementificio valutazione ambientale. Il direttore Amicone interviene sul rinnovo dell’autorizzazione all’impianto «Non abbiamo dato alcun parere favorevole, ma abbiamo chiesto le carte»

Timori a Spoltore per micropolveri e cattiva qualità dell’aria

L’allarme polveri sottili investe Spoltore. Per Edoardo Diligenti, capogruppo di Spoltore Futura-Rialzati Abruzzo, la situazione è grave. «Siamo seriamente preoccupati per la salute dei nostri concittadini», dice, «pertanto pensiamo che sia necessario trovare soluzioni definitive sull’inquinamento che ormai è diventato insostenibile. La situazione è gravissima, molto peggio di due anni fa, quando ci lamentavamo, sindaco ed esponenti dell’attuale maggioranza compresi, di una situazione insostenibile. Plaudiamo e ci associamo alle recenti volontà manifestate dall’amministrazione comunale di Pescara volte a delocalizzare il cementificio: anche in quella zona siamo investiti delle ripercussioni ambientali, in particolare nella frazione di Villa Raspa, che nel contesto generale è stata dimenticata ma che vive seri problemi di smog e di micropolveri».
di Melissa Di Sano wPESCARA Un nuovo procedimento di valutazione di impatto ambientale (Via) per il cementificio. Secondo il direttore generale dell’Arta Mario Amicone, è questa l’ipotesi che sembra più probabile nel caso di modifica dell’autorizzazione di esercizio per l’impianto industriale di via Raiale. Modifica che è stata richiesta dalla proprietà, la società romana Sacci, lo scorso marzo, insieme alla richiesta di rinnovo dell’autorizzazione (che scade ogni 5 anni). Amicone torna sulle dichiarazioni di Franco Gerardini, responsabile del procedimento per l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), affermando che, in sede di conferenza dei servizi che si è tenuta in Regione martedì scorso, «l’Arta non ha dato alcun parere favorevole al rinnovo, ma ha espresso valutazioni tecniche sulle richieste di modifica che la ditta ha presentato, chiedendo una integrazione tecnica e documentale, ritenendo che la maggior parte di esse fossero modifiche sostanziali, il che significherebbe un nuovo procedimento di Via per l’impatto ambientale». Gerardini, riportando quanto accaduto durante la conferenza dei servizi, aveva detto: «L’Arta ha già rilasciato parere favorevole al rinnovo dell’autorizzazione al cementificio e alle modifiche non sostanziali richieste dalla proprietà. Anche la Asl si è già espressa verbalmente a favore del rinnovo dell’autorizzazione, ma non ha ancora depositato la relazione». Le dichiarazioni di Amicone sembrano riaprire l’esito del tavolo di lavoro, anche alla luce del parere negativo espresso dalla giunta comunale guidata da Luigi Albore Mascia. Per il sindaco, il Comune non tornerà sui propri passi. «Il cementificio», ha detto Mascia, «deve lasciare l’area metropolitana, già fortemente afflitta dall’inquinamento dell’aria». «L’Arta», aggiunge Amicone, «per il suo ruolo di supporto tecnico-scientifico, ha solo il compito di verificare che la ditta operi nel rispetto delle vigenti norme ambientali e che attui le migliori tecnologie disponibili, stabilite in sede nazionale ed europea. Mentre spetta ad altre istituzioni, Asl, Comune, Provincia e Regione, esprimersi sulla compatibilità o meno con il tessuto urbano e individuare le eventuali soluzioni possibili per una diversa pianificazione del territorio». Intanto, scende in campo anche il Wwf, con una diffida ad Asl e Regione dal rinnovare l’autorizzazione «per la mancata trasparenza nelle procedure seguite, e a causa dello stato d’inquinamento dell’aria in tutta l’area metropolitana». Il Wwf chiede di non procedere al rinnovo dell’autorizzazione all’esercizio, e di bloccare la procedura. «È assurdo che nessuno sia stato informato sulla data della conferenza dei servizi», spiega Augusto De Sanctis del Wwf, «i cittadini hanno il diritto di presentarsi ed essere ascoltati dagli enti che, per legge, devono controdedurre nero su bianco. Tutto questo non è avvenuto su un tema delicatissimo come la presenza del cementificio nel pieno centro urbano». Anche secondo Gerardini, quello non è posto per un impianto del genere. «I cementifici di Pescara, Scafa e Cagnano Amiterno sono tutti e tre in condizioni di incompatibilità col tessuto urbano», ha detto Gerardini, «ma se l’esercizio è compatibile col quadro normativo, noi non possiamo fare altro che rinnovare le autorizzazioni. Tocca alla politica trovare la soluzione».

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