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Pescara, 26/03/2026
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Data: 11/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Studenti senza bus e illuminazione. Auto parcheggiate sui gradini della piazza dell’Università. I residenti: l’abbandono di questo quartiere non è casuale

La prima pietra è stata posata il 12 aprile 2007 e l’inaugurazione del Villaggio del Mediterraneo c’è stata il 20 giugno 2009. Quell’anno ospita 4.500 atleti dei Giochi del Mediterraneo; un mese dopo apre le porte ai giornalisti accreditati per il G8 dell’Aquila. Il mega complesso urbanistico nato per creare residenze e per rispondere alla carenza di spazi del polo ospedaliero-universitario, è costato alla società Villaggio Mediterraneo spa 150 milioni di euro. I vari edifici comprendono appartamenti di varia metratura, villette e lo studentato, un edificio a due torri da 9 piani l’una, con 317 stanze e 610 posti complessivi. Prendere in affitto una stanza singola costa 460 euro al mese, per una doppia si spendono 255 euro comprensivi di wi-fi, bagno in camera e cucina condivisa. Oltre alle attività commerciali presenti, le residenze sono quasi tutte seconde case, affittate perlopiù agli universitari fuori sede. E il Villaggio, presentato alla città il 15 luglio 2009, doveva costituire proprio l’ampliamento del campus universitario-ospedaliero, per arrivare a costituire un unico grande campus. All’attuale casa dello studente, l’edificio più sgargiante del quartiere con il blu predominante, aveva guardato con interesse l’Adsu (Azienda per il diritto agli studi universitari), ente regionale, che intendeva farne la sua residenza universitaria, sulla scia di quelle già esistenti all’Aquila e dell’incompiuta di Teramo. Ma un anno fa lo studentato è stato venduto al fondo d’investimento Aristotele, promosso da Inpdap e gestito da Fabbrica Immobiliare.
CHIETI Era destinato a diventare il fiore all’occhiello della città, un prestigioso punto di unione fra il Colle e lo Scalo, che accogliesse al meglio gli studenti fuori sede della d’Annunzio e i frequentatori del policlinico. Ma a tre anni dalla inaugurazione, il Villaggio del Mediterraneo è un quartiere di periferia quasi abbandonato. Solo pochi giorni fa dalle pagine del Centro l’urbanista Roberto Mascarucci dichiarava che «la nuova Chieti è via dei Vestini». Ma sembra difficile rilanciare la città da questo vasto snodo dello Scalo: a sentire chi ci vive l’elenco dei disagi è lunghissimo. A cominciare dalla piazza che collega il campus universitario al Villaggio: avrebbe dovuto ospitare eventi, di fatto oggi è un parcheggio. Le auto si inerpicano fin sui gradini, fra erbacce, reti di ferro arrugginito e rifiuti, danneggiando l’arredo urbano. E il sentiero che da qui arriva fino alla casa dello studente è un percorso a ostacoli fra erba alta, lucertole, bisce e persino qualche ratto. Lo confermano i residenti dello studentato, che lamentano una situazione al limite dell’abbandono. Cristiano Marotta, di San Severo, è iscritto alla facoltà di Farmacia e vive qui da tre anni. «Siamo isolati, non ci sono abbastanza autobus, soprattutto la sera», spiega. Per lui il quartiere non può diventare un punto di riferimento cittadino senza possibilità di svago: «Servirebbe un posto per far divertire i più giovani». E oltre al diletto serale, secondo lo studente pugliese anche quello nelle ore di luce è limitato: «Il campo di calcetto è abbandonato, non ci sono le porte e ora è pieno di fango: noi qui non possiamo fare niente». Senza contare l’assenza di illuminazione nelle ore serali: le ragazze non escono volentieri da sole, perché si sentono poco sicure. Una versione confermata da Enzo, che da San Severo si è trasferito a Chieti per studiare Farmacia, da Veronica, studentessa brindisina di Psicologia e da Matteo, di Vieste, che ha insolitamente scelto di vivere Chieti pur frequentando le lezioni a Pescara. Ma, puntualizza, «sono qui solo per la compagnia, in zona manca davvero tutto». Ogni giorno i ragazzi si muovono in una via dei Vestini invasa dalle auto, le fermate degli autobus senza pensiline né orari delle corse, i parcheggi non sufficienti. Una fotografia poco felice, eppure per loro il vero centro di Chieti è questo: «Abbiamo visto la città alta due volte al massimo», concordano. E qualcuno è sfiorato persino dall’idea che l’abbandono del quartiere sia voluto, anche se non sanno bene da chi. Alessandra Di Giacomo, che gestisce la tabaccheria del Villaggio del Mediterraneo, aveva aspettative diverse rispetto alla realtà attuale: «Abbiamo aperto a marzo 2010, convinti che questa sarebbe diventata una zona importante e invece molti teatini neppure sanno che esistiamo. Non c’è verde, mancano i pullman e i lampioni». Della stessa opinione è Francesco Paolo Spadaccini, uno dei primi residenti del quartiere, che lancia una proposta: «Questo doveva essere il gioiello della Chieti universitaria, la verità è che siamo abbandonati. Iniziamo a cambiare mettendo il verde, organizzando mercatini, gare sportive, controllando chi viene qui solo per buttare i rifiuti».

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