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Data: 11/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Crisi in comune - Di Primio, aria di fronda nel Pdl conto alla rovescia per la sfiducia. Servono 21 firme. «Dobbiamo decidere solo il notaio»

«Dobbiamo soltanto decidere il notaio e il giorno, per il resto siamo tutti d’accordo». Da queste parole uscite dagli ambienti dell’opposizione sembrerebbe che la Giunta Di Primio ha le ore contate. Da circa un mese si sta lavorando alacremente per giubilare il primo cittadino che in queste ore starebbe perdendo i pezzi. Prima della buriana la maggioranza poteva far conto di 25 componenti (12 del Pdl, 3 Giustizia sociale, 5 dell’Udc e 5 dell’intergruppo), mentre l’opposizione conta 15 voti (8 Pd, 2 Idv, 2 Fli, Rifondazione, 2 Chieti per Chieti).
Cosa sta accadendo in questi ultimi giorni? I componenti dell’Udc, che finora hanno costituito l’ago della bilancia, avrebbero un accordo con l’opposizione. Il casus belli è arrivato con la nomina contestata dei revisori dei conti del 7 agosto scorso. Le proposte dell’opposizione erano Valerio D’Amicodatri in quota Pd e Luigi Mezzanotte in quota Udc. L’espressione della maggioranza era Silverio Salvatore e Paolo Consalvi. A sorpresa D’Amicodatri è rimasto fuori a vantaggio di Mezzanotte, ma un accordo tra Pd e Udc ha permesso l’ingresso di D’Amicodatri grazie alle dimissioni di Mezzanotte. Un patto che pian piano sta diventando d’acciaio. Inoltre nella stessa seduta era assente il consigliere Pdl Domenico Di Fabrizio, cosa che fece infuriare il sindaco a tal punto che gli tolse la delega da rappresentante dello Scalo.
A quanto pare, quindi, i cinque componenti dell’Udc (Mario De Lio, Franco Di Pasquale, il capogruppo Alessandro Giardinelli, Alessandro Orsini, Donato Tacconelli) hanno deciso di staccarsi dalla maggioranza. A questo punto servirebbe un altro voto per mandare giù la maggioranza. Voto che potrebbe arrivare dal contrasto di qualche esponente del Pdl ormai fermamente convinto a passare all’altra sponda (potrebbe essere lo stesso Di Fabrizio ormai in rotta di collisione, anche se ieri sera non ha voluto lasciare alcuna dichiarazione). Di Primio in queste ultimi giorni sta cercando di rincollare i pezzi semmai rimescolando municipalizzate, cda e altri incarichi per soddisfare i dissidenti animati da propositi di fronda: ma quando si tappa una falla se ne libera un’altra. I tempi sono stretti: il 30 settembre c’è la votazione per i debiti fuori bilancio, mentre il mese dopo quella per il riequilibrio. Ma l’opposizione vuole dare prima il colpo di grazia.

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