Altri cento autobus fermi, ma stavolta per mancanza di carburante. Continua l'odissea dell'Anm, l'azienda di trasporti del Comune di Napoli con i conti in rosso. Anche ieri in città si sono registrati pesanti disagi: i pullman sono rimasti in deposito perché non c'erano i fondi per l'acquisto del gasolio. Nelle scorse ore, invece, l'Anm non aveva potuto utilizzare molti mezzi perché guasti, in manutenzione o sprovvisti dei tagliandi assicurativi. Una situazione drammatica che ha spinto il sindaco Luigi de Magistris a correre ai ripari: «Ho dato una direttiva chiara all'Anm e all'assessorato al Bilancio perché vengano subito iniettate risorse per una somma pari a circa 4 milioni di euro finalizzata all'integrale copertura assicurativa e alla manutenzione dei mezzi - ha spiegato il primo cittadino - Bisogna immediatamente operare in questa direzione, come stiamo già facendo. Siamo alle prese con una durissima crisi e abbiamo subito pesanti tagli ma dobbiamo mettere in campo tutte le nostre energie e risorse perché il trasporto pubblico è una delle nostre priorità». Proprio l'intervento della giunta comunale ha scongiurato il blocco del trasporto cittadino: l'amministratore unico dell'Anm, Renzo Brunetti, ha infatti chiarito che «i depositi stanno ricevendo i rifornimenti necessari a coprire l'intera settimana». È il caso delle rimesse di via Puglie, piazza Carlo III, Garittone e Cavalleggeri, che avranno l'uscita al completo anche a seguito della trattativa chiusa dai vertici dell'azienda con i fornitori del carburante. In questa settimana, in base alla capacità degli impianti, verranno consegnati oltre 75mila litri di gasolio, che andranno a rifornire i 425 bus assicurati per il servizio. «Il nostro lavoro è fare trasporto pubblico e non creare disagi all' utenza o al personale - ha aggiunto Brunetti - la mancanza di gasolio è stata causata dalle note difficoltà finanziarie». I sindacati, però, vanno all'attacco. La Faisa-Cisal invoca «un piano straordinario per le tre aziende della mobilità del Comune nel rispetto degli impegni assunti» e sollecita «una convocazione ad horas» mentre per l'Ugl «i finanziamenti previsti da de Magistris sono insufficienti». A complicare la situazione sono i mancati trasferimenti da parte del governo. Fino al 2010 la Campania - solo per il contratto con Trenitalia - ha ottenuto da Roma circa 120,5 milioni di euro a cui si aggiungevano altri 43,8 milioni dati direttamente a Trenitalia. Nel 2011 c'è stato invece un taglio pari al 30 per cento che ha prodotto pesanti ripercussioni sul servizio e sulle corse. Nel dicembre dell'anno scorso le Regioni hanno poi firmato un accordo per ottenere 1,2 miliardi (alla Campania spettavano circa 120 milioni) relativi al contratto Trenitalia a cui si aggiungevano altre risorse per il trasporto pubblico locale e le premialità. Ma fino ad oggi tale intesa non è stata rispettata: nel 2012, dunque, la Campania non ha incassato neppure un euro e lo stesso vale per le altre Regioni, nonostante i ripetuti solleciti fatti dal presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani e dall'assessore della giunta Caldoro Sergio Vetrella (che è presidente della commissione Trasporti della conferenza delle Regioni): «Il governo deve sbloccare subito i fondi altrimenti sarà la paralisi - avverte Vetrella - Abbiamo già fronteggiato la mancanza di risorse con tagli straordinari. Ora non c'è più nulla da fare. All'esecutivo chiediamo chiarezza. Non è possibile scaricare tutto sulle amministrazioni locali e sui territori». E dal consigliere regionale del gruppo «Caldoro presidente», Giuseppe Maisto, arriva un accorato appello: «Sostenere il trasporto pubblico significa innalzare la qualità della vita di ognuno di noi - sottolinea - In questa direzione è necessario far ricorso a tutte le forme di finanziamento possibili, in primis i fondi comunitari, che nelle attuali ristrettezze del bilancio restano essenziali».