FINO al 30 luglio erano 829 i bus assicurati. Da ieri (e almeno per i prossimi 20 giorni) saranno 372 i mezzi dotati di contrassegno, meno della metà. Più del 50 per cento del parco mezzi dell'Anm sarà costretto a restare nei depositi, con notevole disagio per i viaggiatori. Un caso già denunciato da "Repubblica" un mese fa. Ma ora la situazione non è più un caso estivo: diventa "normalità" anche per il mese di ottobre e forse anche per l'inverno. Incerta l'uscita media giornaliera stabilita di 470 veicoli. Sarebbero 618 i mezzi da assicurare, secondo il nuovo orientamento dell'azienda. Possibile solo se si trovano i soldi, per questo si prende tempo almeno finoa fine mese. Mancano risorse, l'azienda è alle strette. E se ieri alle fermate si è atteso anche più di 30 minuti per mancanza di gasolio, anche oggi i bus rischiano di essere un miraggio a causa dell'assicurazione. «Da domani (oggi, ndr) sul servizio non graverà il problema gasolio - assicura l'amministratore unico di Anm Renzo Brunetti - in queste ore i depositi stanno ricevendo i rifornimenti necessari a coprire l'intera settimana». Ieri soltanto il 45 per cento è riuscito ad uscire dal deposito di via Nazionale delle Puglie. Ridotte le linee R2, R5, 151, 130, 170. Oggi invece la situazione, almeno su questo fronte, dovrebbe tornare alla normalità. «In questa settimana verranno consegnati oltre 75.000 litri di gasolioprosegue Brunetti- che andrannoa rifornire i bus assicurati per il servizio. Non intendiamo creare disagi all'utenza e al personale. La mancanza di gasolio è stata causata dalle note difficoltà finanziare dell'azienda». Ma per un buco rammendato, ce n'è un altro che viene alla luce. Se il gasolio c'è, non ci sono i soldi per pagare l'assicurazione. «Ho dato una direttiva chiara all'Anm e all'assessorato al Bilancio - rassicura il sindaco Luigi de Magistris - perché vengano iniettate immediatamente risorse per una somma intorno ai 4 milioni per l'integrale copertura assicurativa e per la manutenzione dei mezzi». Subito risorse, dunque, per garantire il servizio ai cittadini. «Il trasporto pubblico è una priorità di questa amministrazione», conclude il sindaco. Più pessimisti i sindacati. «Con quattro milioni di euro non si possono pagare neanche i tagliandi assicurativi dei bus - attacca il segretario regionale Ugl Trasporti, Fulvio Fasano - secondo l'azienda si attestano su una spesa annuale di 25 mila euro per ogni bus e, quindi, per un totale di circa 10 milioni di euro. Così ci saranno ulteriori disagi per l'avvio dell'anno scolastico previsto per giovedì. Il sindaco trovi al più presto risorse per la manutenzione». La condizione degli autobus è un altro nodo cruciale. L'età media del parco mezzi è di circa 12 anni. Molti bus necessitano di interventi di riparazione. L'azienda non riesce a pagare i fornitori, tra i quali anche le aziende di manutenzione, versoi quali (in totale) ha un'esposizione di circa 34 milioni. I bus restano così nei depositi privi di pezzi di ricambio. Ammontano invece a 108 milioni i debiti accumulati con le banche, con interessi passivi di 5 milioni. La forza in organico attualmente è di 2.360 maestranze, tra cui 1.400 conducenti. Dal 2005 ad oggi sono state 940 le risorse sottratte alla disponibilità dell'azienda, in seguito ai pensionamenti. L'azienda attende di riscuotere crediti milionari da Comune e Regione: 260 milioni da Palazzo San Giacomo, 24 milioni dalla Regione non relativi a corrispettivi. Si tratta di arretrati di contributi statali degli anni Novanta mai erogati, riconosciuti da sentenze non ancora passate in giudicato.