«Se per davvero c’è nella mia maggioranza chi, piuttosto che preoccuparsi dei grandi problemi - dall’occupazione, alla crisi finanziaria, dal riordino delle Province, alle opere da realizzare - pensa a tessere trame da traditore, venga in aula con una mozione di sfiducia piuttosto che accettare la vigliacca proposta dell’opposizione di dimettersi andando dal notaio».
Il sindaco Umberto Di Primio risponde agli attacchi dei suoi oppositori, visto che alcuni componenti della sua maggioranza stanno allontanandosi per tentare la sfiducia al primo cittadino. Si punta alle 21 firme dal notaio per far cadere l’amministrazione che ha creato qualche malcontento e diversi mal di pancia. La goccia che ha fatto traboccare il vaso la discussa elezione dei revisori dei conti del mese scorso. Qualche consigliere della maggioranza (ce ne vogliono tre) sta pensando anche di creare un nuovo gruppo autonomo, come passaggio intermedio alla sfiducia.
«Leggo dalla stampa - continua il primo cittadino - che ci sarebbe una fronda, all’interno della maggioranza di governo, tale da mettere in crisi la mia amministrazione. Personalmente non mi risulta che i partiti che compongono la mia maggioranza abbiano assunto decisioni o fatto scelte di coalizione diverse da quelle che, due anni e mezzo fa, ci hanno consentito di vincere le elezioni». Il sindaco cita il presidente provinciale dell’Udc, Andrea Buracchio, che avrebbe dichiarato (ma non c’è nessun comunicato) «che il suo partito e i consiglieri comunali centristi confermano - continua Di Primio - la fiducia al sottoscritto e aggiungo, evidentemente, anche ai tre assessori dell’Udc e a quanti altri ho nominato in accordo con questo partito».
Cosa certa che ieri non è arrivato nessun documento o dichiarazione ufficiale a sostegno della difficile situazione di Di Primio. Sintomo che la situazione è al collasso e che sarà dura rimettere a posto i frammenti considerando che a breve ci sono scadenze che hanno il sapore delle forche caudine.
Infine da Di Primio arriva l’attacco diretto ai suoi. «Quanto ai mal di pancia di qualche consigliere di centrodestra, che dicono civetti con l’opposizione, rivolgo un invito, a chi non se la sente più di lavorare in questo momento così difficile per il bene della città, a dichiarare pubblicamente il cambio di coalizione e dare spiegazioni agli elettori di tale scelta. Per quanto mi riguarda – ha concluso il sindaco – come ogni giorno, pur tra mille problemi, sono serenamente al mio posto di lavoro per occuparmi della città che amo e che mi ha voluto sindaco. A nulla, dunque, valgono le chiacchiere sui vili progetti che presunti traditori starebbero predisponendo».