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Data: 12/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Renzi copia Franceschini polemica sul rottamatore

Lo slogan «Adesso!» uguale a quello dello sfidante alle primarie 2009

ROMA Chi lo doveva dire a Matteo Renzi che la sua campagna nuova nuovissima sarebbe cominciata con uno slogan vecchio, peggio, copiato e plagiato? Eppure è successo: quell’«Adesso» che campeggerà le sue iniziative fu la parola d’ordine della campagna per le primarie di Dario Franceschini, quelle poi vinte da Pier Luigi Bersani. Più increduli che sorpresi, quelli della cerchia franceschiniana facevano vedere alla Camera le foto dei comizi del capo con la scritta «Adesso» sotto il palco o i berrettini blu con le medesime sei lettere tra i gadget della conta di due anni fa. «Mi avanzano un sacco di cappellini di quelle primarie, li mando a Renzi e libero il garage», punzecchiava Pina Picierno fedelissima del capogruppo. Un altro fedelissimo ma che è pure amico stretto di Renzi, Antonello Giacomelli, tanto da passare per il frondista del gruppo, raccontava divertito: «Matteo starà trattando a dovere quello o quelli che gliel’hanno suggerito, lo slogan, non vorrei essere nei loro panni, probabilmente neanche lo sapevano. Speriamo comunque che il segretario si convinca che non si può andare alla conta solo con fisco e lavoro come programma, come minimo si elude il problema del ricambio e del rinnovamento».
Dalle parti del sindaco rottamatore in realtà hanno già parato il colpo, figurarsi se sono tipi da farsi infilare su questioni di comunicazione. «Abbiamo voluto fare una scelta di continuità con il passato», hanno fatto trapelare dall’entourage, dove pare che né il coordinatore della campagna, Reggi, né Gori sapessero che lo slogan «Adesso» era stato usato da Franceschini. «Ma il nostro Adesso ha il punto esclamativo, è questa la vera novità, come Obama che nel suo ci ha messo un punto», ha fatto sapere Renzi, che è stato a Charlotte alla convention Democratica. Oggi il sindaco parte per la sua campagna sul camper, che non esporrà alcun simbolo di partito né di coalizione.
Quello slogan adesso conteso fu inaugurato a Roma per la campagna elettorale del neo senatore Roberto Di Giovan Paolo che diffuse manifesti in tre fasi con le scritte: «E’ giovane. E’ del quartiere. Adesso». Ma figurati se dalle parti di Renzi lo sapevano o se n’erano accorti. Le bacchettate al sindaco sono continuate. Paola Concia ha una sua particolare lagnanza con il primo cittadino di Firenze, «ma lo sapete che non ha voluto presentare il mio libro, niente, si è rifiutato, come tanti altri leader della sinistra, ormai questa cosa è diventata un vero problema». Il libro di Veltroni invece sì, verrà presentato da Renzi nonostante le rasoiate del sindaco contro il fondatore del Pd. Ironico Beppe Fioroni: «Se ha copiato quello slogan significa che i nostri corpi si possono pure rottamare, ma le nostre opere sono degne di essere riprese». E intanto c’è chi, come Pippo Civati, propone che ai gazebo si voti pure su referendum tematici tipo «volete voi l’alleanza con l’Udc?».

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