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Pescara, 26/03/2026
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Data: 12/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Il mare divora la linea ferroviaria. Torino di Sangro, allarme erosione di Italia Nostra: necessarie nuove barriere

TORINO DI SANGRO L'associazione Italia Nostra scende in campo per salvare l'ex tracciato ferroviario aggredito gravemente dall'erosione. «Il mare continua la sua inarrestabile corsa» lancia l'allarme Pierluigi Vinciguerra, rappresentante della sezione Italia Nostra Lanciano «mentre prosegue l'invasione edilizia nelle zone adiacenti la massicciata e il corridoio verde». L'associazione ha inviato un documento ai Comuni di Fossacesia, San Vito e Torino di Sangro, alla Provincia, al corpo forestale dello Stato e alla Regione. «Č urgente predisporre barriere frangiflutto lungo la costa» prosegue Vinciguerra «per impedire ulteriori danni al tracciato ferroviario gią crollato in diversi punti». Italia Nostra chiede inoltre un controllo serrato contro gli interventi di cementificazione nelle aree adiacenti il sedime ferroviario. «A Torino di Sangro» fa notare Vinciguerra, «nei pressi della localitą Le Morge sono sorti grossi condomini che fanno barriera alla visione del litorale, su un tratto di costa letteralmente inghiottito dal mare dopo il crollo delle opere di contenimento delle Ferrovie dello Stato». Mareggiate e mancata regolamentazione dei flussi d'acqua provenienti dalle colline circostanti e l'ostruzione di canali e ponticelli della linea ferrata hanno creato secondo Italia Nostra, una situazione-limite di rischio smottamenti. Gią nei mesi scorsi, lo stesso sindaco di Torino di Sangro Domenicantonio Pace aveva denunciato lo stato di precarietą dell'ex tracciato. Risale a marzo l'ultimo crollo importante dove un'area gią fortemente compromessa dall'erosione č franata portandosi dietro una porzione di terreno tale da mettere in pericolo la stabilitą di case, terreni agricoli, strade e strutture ricettive. «Italia Nostra» sottolinea Vinciguerra «fin dai primi anni '90, da quando sono cominciati i lavori di arretramento della ferrovia, sollecitava un piano di riqualificazione della costa teatina. Appelli inutili fino al 2005 quando, al termine di un convegno organizzato dall'associazione, venne firmato un documento dai consiglieri regionali Maria Rosaria La Morgia, Angelo Orlando, Giuseppe Tagliente, Franco Caramanico e Walter Caporale, promotori della legge per la tutela e la valorizzazione della Costa teatina: dopo i bei propositi, qual č la realtą di oggi?».

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