L’Azienda contesta a un dipendente di aver utilizzato in maniera scorretta la legge che consente di assentarsi dal lavoro per assistere famigliari invalidi La Fiom: violati i diritti
ATESSA E' appena iniziata la battaglia della Sevel, la fabbrica del Ducato Fiat, contro l'assenteismo, tallone d'achille dello stabilimento di contrada Saletti. L'azienda ha annunciato il licenziamento, per abuso della legge 104, di un operaio lo scorso 7 settembre, mentre un altro risulta ancora in regime di contestazione e di sospensione dal lavoro per un totale di cinque giorni. Se le prove fornite dall'azienda nei confronti dell'operaio (attualmente sospeso con provvedimento disciplinare) dovessero essere confermate, allora potrebbe essere imminente una lettera di licenziamento anche per lui. E nello stabilimento il clima si è fatto molto teso. Si ipotizza infatti che ci siano anche altri dipendenti sotto controllo e che altri ancora potrebbero essere licenziati. In particolare i due operai sorvegliati nelle ultime settimane sarebbero stati sorpresi in altre attività invece che intenti ad assistere famigliari con handicap o ridotta autonomia personale come previsto dalla normativa 104. In un caso uno dei due operai, un lancianese di 53 anni, sarebbe stato sorpreso a una sagra di paese, oppure al mare, invece che ad assistere un famigliare con handicap. La fabbrica del Ducato durante le competizioni elettorali ha sempre subito un importante calo della produzione. I rappresentanti di lista assenti sono arrivati a quota 2-3mila unità su 6.200 operai. Ed è caccia all'abuso soprattutto sul fronte dei permessi per legge 104 che in Sevel riguardano circa 500 dipendenti. La commissione sta verificando i picchi di assenze soprattutto in coincidenza dei week-end. Ma la nuova strategia della fabbrica del Ducato non è altro che l'applicazione del contratto separato Fiat del 13 dicembre scorso. Come stabilito con Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic e Ugl, firmatarie dell'accordo, la Fiat può mettere in campo azioni di controllo dell'assenteismo. Anche il direttore dello stabilimento di contrada Saletti, Carlo Materazzo, in una recente intervista al Centro aveva fatto riferimento al problema delle assenze in Sevel che, secondo dati aziendali del 2011, riguardano una media del 6,1%, il doppio della media nazionale. Intanto la Fiom, che parla di «demolizione di diritti sindacali», ha chiesto un incontro aziendale. «Quello che sta accadendo», si legge in un volantino del sindacato, «deve essere letto e interpretato come una vera e propria campagna atta ad intervenire sulla psicologia e sulla cultura interna ed esterna allo stabilimento. Questo comportamento aziendale è reso possibile dallo smantellamento dei diritti e delle regole di gestione delle relazioni che gli accordi-vergogna hanno provocato».