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Data: 13/09/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Sevel, scontro sui permessi «no a sanzioni disciplinari». La Fiom invoca la legge 104 e chiede un incontro all’azienda

LANCIANO - Il lavoro non manca alla Sevel di Val di Sangro, tanto che i cancelli hanno riaperto già dal 21 agosto, dopo appena tre settimane di ferie. Ma sul piano della conflittualità, tra la Fiom-Cgil e l'azienda, l'autunno non promette niente di buono.
Sotto accusa, questa volta, la Fiom, sia a livello di organizzazione provinciale che di Rsa, mette presunti attacchi ai diritti dei lavoratori. In particolare, secondo la Fiom, ci sarebbero state discriminazioni sull'utilizzo dei diritti previsti dalla legge 104 sull'assistenza ai familiari malati e sarebbero scattati provvedimenti disciplinari senza alcuna giustificazione.
Ieri mattina, ci sono state due iniziative da parte della Fiom: volantinaggio ai cancelli della fabbrica e una lettera alla direzione aziendale con cui i segretari provinciali Mario Codagnone e Marco Rocco, unitamente ai rappresentanti della Rsa, chiedono «un incontro sindacale al fine di conoscere le iniziative che l'azienda intende adottare, a seguito dei fatti accaduti nello stabilimento in merito all'utilizzo dei permessi previsti dalla legge 104 e che hanno visto diverse lavoratrici e lavoratori vedersi recapitare sanzioni disciplinari. Questo anche in considerazione del fatto che la Fiom non è stata convocata alla riunione della commissione in materia».
«Quasi non passa giorno - sostiene la Fiom nel suo volantino - che non si venga a conoscenza di atti aziendali discutibili. Ne citiamo alcuni: accessi vietati allo stabilimento per chi è in ritardo, provvedimenti disciplinari inspiegabili, interventi su tematiche e problematiche di non competenza imprenditoriali, mobilità selvaggia tra unità produttiva senza ragioni plausibili. Adesso, addirittura, scopriamo che la Legge 104 è un diritto opinabile e che la Sevel può decidere di indagare sulle modalità di assistenza che il lavoratore offre al proprio caro, pena il licenziamento».
Secondo i segretari Codagnone e Di Rocco e i delegati della Rsa «quello che sta accadendo deve essere letto ed interpretato come una vera e propria campagna atta ad intervenire sulla psicologia e sulla cultura interna ed esterna allo stabilimento. Ciò che avviene in Sevel serve, inoltre, a giustificare i provvedimenti di dubbia correttezza legale ma di certa manomissione del legame tra maestranze ed azienda».
La Fiom chiama in causa anche gli altri sindacati, sostenendo che «questo comportamento aziendale è reso possibile dallo smantellamento del quadro dei diritti e delle regole di gestione delle relazioni che gli accordi vergogna sottoscritti dai "firmatutto" hanno effettuato».
Ma Fim e Uilm respingono ogni accusa. «Noi - dice Nicola Manzi della Uilm - abbiano firmato solo per il lavoro, che difatti alla Sevel c'é. Ma siamo sempre per la difesa di tutti i diritti dei lavoratori. Non facciamo sconti a nessuno, solo che non facciamo politica come la Fiom». Il Gruppo Fiat, di cui fa parte la Sevel, per ora preferisce non rispondere alla Fiom, lasciando solo capire che alla Sevel la legge è stata sempre rispettata.

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