ROMA - Anche se la Cgil rilancia la minaccia di uno sciopero generale, il governo continua a sperare che un’intesa tra le parti sociali per ubna maggiore produttività è possibile a breve. Lo strumento principale - ricorda il ministro del Welfare, Elsa Fornero - è l’accordo interconfederale del 28 giugno 2011: «E’ una buona partenza. Si lavora su quello. Era un accordo di tutti, che è cosa importante. Bisogna dargli applicazione». La Cgil, però, non si smuove e chiede impegni concreti da parte dello stesso governo. Serve «un’altra politica, occorre ripartire dal lavoro» intima Susanna Camusso.
La Cisl non la segue. Raffaele Bonanni è perentorio: «Lo scontro è un suicidio per il Paese». Secondo il numero uno Cisl «se c’è buona volontà, è possibile raggiungere entro un mese l’accordo sulla produttività».
Una linea che trova sponda in Confindustria. L’invito del governo «non ci coglie impreparati» dice il direttore generale dell’associazione degli industriali, Marcella Panucci. Che aggiunge: «E’ una opportunità importante su cui stiamo lavorando e siamo interessati ad andare avanti». Senza dimenticare però - dice ancora Panucci - che «il tema della competitività del Paese richiede interventi strutturali».