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Pescara, 26/03/2026
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13/09/2012
La Repubblica
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Troppi guasti, nuovo terremoto all'Atac. Salta Tosti, da Zetema arriva l'ad Ruberti. Il manager paga il caso B1: in carica solo 15 mesi. Si salva il presidente Carbonetti |
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Tra le accuse quelle di essersi occupati troppo dei conti e di aver creato malumori nel Pdl
FORSE non sarà già domani in cda, più probabilmente accadrà la prossima settimana. Ma una cosa è certa: il cambio al vertice di Atac è ormai deciso. Il quarto in quattro anni. Via l'amministratore delegato Carlo Tosti, chiamato appena 15 mesi fa a gestire un'azienda sull'orlo del crac e travolta dagli scandali: da Parentopoli alla P4. Dentro, al suo posto, un "collega" delle municipalizzate romane che non si è mai occupato di trasporti ma, in compenso, ha dato ampia prova di affidabilità e lealtà all'amministrazione Alemanno: ovvero, l'ad di Zetema Albino Ruberti. Un nome che, a giudizio del sindaco, non dovrebbe risultare sgradito neppure all'opposizione, contribuendo anzi a spuntarne le armi visto che il paffuto rampollo dell'ex ministro socialista nasce come creatura di Rutelli prima e Veltroni poi, voluto e più volte riconfermato dai due sindaci di centrosinistra alla guida della corazzata che gestisce i musei comunali, organizza mostre e promuove eventi culturali; ha la bellezza di 930 dipendenti e un fatturato che supera i 65 milioni l'anno. E pazienza se non tutti nel Pdl sono d'accordo, a cominciare dalla premiata ditta Piso-Aracri che in Atac hanno sempre preteso di dettar legge e quella poltrona lì l'avevano ipotecata per uno dei loro: l'attuale ad di Roma Servizi per la Mobilità Enrico Sciarra. Niente da fare. Alemanno ha scelto diversamente. A sostituire Tosti sarà Ruberti. Di cui l'inquilino del Campidoglio talmente si fida da consegnare nelle sue mani un potere enorme: il manager della cultura assumerà infatti su di sé anche gran parte delle deleghe ora in possesso del direttore generale di Atac, Antonio Cassano, che perciò verrà ridimensionato. Unico a uscire indenne dall'imminente repulisti: il presidente Francesco Carbonetti, il vero garante dell'azienda presso le banche, a cui il primo cittadino ha già comunicato i cambiamenti in arrivo. Un segnale chiarissimo. Alemanno è scontento di come la società del trasporto pubblico è stata gestita finora. L'ha detto e ripetuto più volte nelle ultime settimane: i manager di Atac si debbono occupare innanzitutto di far andare gli autobus e la metropolitana, non solo degli aspetti finanziari, mentre secondo lui il tandem Tosti-Cassano si è concentrato principalmente sull'aspetto contabile, trascurando tutto il resto. Con effetti nefasti sia per i cittadini, costretti a un calvario quotidiano a bordo dei mezzi pubblici, sia per l'immagine stessa del sindaco, chiamato in causa a ogni guasto o blocco dei treni sotterranei. A cominciare dalla B1. Senza dimenticare le manovre pre-estive dei due sulla macrostruttura, stoppate in extremis dal sindaco dopo la mezza rivolta esplosa nel gruppo pidiellino. Da qui la decisione di rivoluzionare il vertice. E siccome serviva un uomo non solo capace ma soprattutto impermeabile alle correnti e alle lusinghe politiche, ecco calata la carta a sorpresa: Ruberti. Il quale, sondato ai primi di settembre, ha chiesto qualche giorno per rifletterci su. Sciogliendo infine la riserva con un convinto sì. In fondo conviene anche a lui: tempo un anno o poco più, l'ad di Zetema potrebbe infatti ritrovarsi senza poltrona, la sua azienda liquidata o venduta come decreto sulla spending review impone - salvo eccezioni - alle società in house degli enti locali.
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