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Data: 13/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Gli alunni senza scuolabus restano sulla strada

Atessa, protesta oggi dei non residenti che frequentano i plessi della cittadina Un genitore: per pagare il servizio il Comune metta la pubblicità sui mezzi

Il Concilio Vaticano II e la carità nella chiesa: è il tema della due giorni che prende il via domani, alle 15, presso l'hotel del Camerlengo. Il convegno è organizzato dall’arcidiocesi di Chieti-Vasto a un mese esatto dal cinquantesimo dell’inizio del Concilio Vaticano II. Protagonisti delle due giornate saranno monsignor Bruno Forte, arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto; Marco Tarquinio, direttore di Avvenire; don Elvio Damoli, già direttore della Caritas nazionale; Marco Vergottini, teologo. «Invito tutti», ha detto monsignor Forte «a partecipare a questo grande momento di comunione per far sì che la nostra Chiesa scommetta ogni giorno sulla bellezza di Dio e che si proponga come Chiesa viva, dal volto umano, vicina alla gente, profondamente innamorata del suo Signore». (m.d.n.)
ATESSA Oggi gli scolari iscritti, ma non residenti, alle scuole dell’obbligo di Atessa, aspetteranno gli scuolabus e, salvo ultime disposizioni, rimarranno sulla strada senza poter raggiungere le rispettive sedi scolastiche. Continua così il braccio di ferro tra l’amministrazione comunale e le circa 60 famiglie non residenti ad Atessa i cui figli frequentano le scuole dell’obbligo. «Dopo sette anni d’iscrizione dei nostri figli», afferma Domenico Romano, un papà, «con garanzie di trasporto e refettorio apprendiamo anche a mezzo stampa (la polemica è già stata trattata dal Centro, ndc) che la telenovela scuolabus ancora non ha trovato conclusione. Il sindaco di Atessa ha abolito il servizio per tutti i non residenti frequentanti la scuola dell’obbligo per motivi di bilancio quando invece, leggendo gli articoli 33 e 34 della Costituzione, gli scuolabus dovrebbero essere gratuiti». Sull’argomento i genitori esclusi dal servizio, per essere tutelati, hanno anche preso contatto la sezione Abruzzo del Codacons, l’associazione di difesa dei consumatori e dell’ambiente, e promettono che se i propri figli non saranno presi dagli scuolabus sono pronti a intraprendere azioni legali per “interruzione di diritto allo studio”. Il problema interessa soprattutto alcune famiglie di operai della Val di Sangro che, per ragioni organizzative, mandano i propri figli a scuola ad Atessa. «Sette anni fa, d’accordo con diverse famiglie che lavorando nelle aziende avevano problematiche di orari con le scuole di residenza», afferma Romano, «chiedemmo al Comune di Atessa se i servizi scolastici erano compatibili con la realtà industriale e ci diedero garanzie, sui refettori, sul trasporto e sugli orari. Oggi ci troviamo all’improvviso con il trasporto negato e orari impossibili, con entrate alle ore 8,30 e uscite alle 13,30, non compatibili con gli orari aziendali». I genitori avevano inviato una raccomandata alla responsabile comunale del servizio nella quale chiedevano dove, nel territorio di Atessa potessero portare i figli per prendere gli scuolabus. «Purtroppo», affermano, «non abbiamo avuto ancora risposte. Spesso i pessimi risultati di gestione della cattiva politica si riversano sui cittadini-utenti ignari delle cause dei buchi di bilancio». I genitori suggeriscono al sindaco due proposte: «La prima potrebbe essere quella di inserire spazi pubblicitari sugli scuolabus; l'altra: cambiate la cooperativa che gestisce il servizio se costa troppo».

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