Iscriviti OnLine
 

Pescara, 26/03/2026
Visitatore n. 752.648



Data: 14/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Art. 18, alta tensione tra Monti e la Cgil. Il premier contro lo Statuto dei lavoratori: ha danneggiato l’occupazione. Camusso: il governo non ha idea di cosa fare

ROMA Per Monti lo Statuto dei lavoratori ha ridotto l’occupazione. Ma contro le sue parole la Cgil insorge: «E’ il peggior liberismo». Una dichiarazione del premier ha così riacceso un clima, già teso, nel giorno in cui lo stesso ministro dell’ Interno Cancellieri consigliava «dialogo» per una situazione caratterizzata da forti tensioni sociali. «Certe disposizioni dello Statuto dei lavoratori ispirate all’intento nobile di difendere i lavoratori hanno determinato insufficiente creazione di posti di lavoro» ha detto Monti collegato in videoconferenza con gli studenti, durante un convegno dell’università Roma Tre. Parole pronunciate due giorni dopo il difficile vertice con i sindacati sulla produttività che hanno trovato il plauso del Pdl e del presidente della camera Fini, e fatto infuriare la Cgil, la sinistra politica e allarmare il Pd. In serata Palazzo Chigi ha minimizzato la portata dell’intervento: «Non c'era nessun intento polemico legato all'attualità politica» sottolineando come il premier abbia ripreso i contenuti di un testo scritto dallo stesso Monti il 24 aprile del 1985. Ma le sue parole avevano già creato un clima di scontro: parole che «dimostrano come questo governo non ha idea su cosa fare per lo sviluppo e la crescita - ha commentato Susanna Camusso, leader della Cgil - Pare che il governo abbia esaurito qualunque spinta propulsiva. La ripetizione di un film che abbiamo già visto». L’irritazione della Cgil è palese. Emersa durante la discussione con il governo che non ha aperto i cordoni della borsa sulle proposte per crescita e sviluppo, sicuramente sfocerà nello sciopero generale. «Ci dica - ha proseguito Camusso - il governo cosa vuol fare per la crescita» invece di chiamare in causa lo Statuto dei lavoratori «confermando che non c’è un’idea» su come far ripartire il paese. Monti invece, secondo la leader Cgil, «continua a riproporre ricette che hanno già dimostrato la loro fallimentarietà oppure si butta la palla in un altro campo, come hanno fatto sulle questioni della produttività». Monti aveva spiegato che «alcuni dei danni maggiori arrecati al Paese sono derivati dalla speranza di fare del bene anche dal punto di vista etico, civile e sociale, ma con decisioni di politica economica che spesso non erano caratterizzate da pragmatismo e valutazione degli effetti». E questo è accaduto, secondo il premier, «anche a certe disposizioni dello Statuto dei lavoratori». La legge 300 del 1970 difende i lavoratori nelle aziende dalle discriminazioni anche se ora l’articolo 18 è stato modificato. Monti incassa il plauso convinto del Pdl (la portavoce Bernini) e di Fli con Fini e della Vedova. Durissimi invece i commenti delle opposizioni. «Arriva da Monti la perla della giornata che provoca per coprire i fallimenti» attacca l’Idv mentre Pdci e Rc tornano a chiederne le dimissioni. Queste parole, spiega Vendola (Sel), accrescono le ragioni del referendum per ripristinare l’articolo 18. Anche il Pd con Cesare Damiano , impegnato sul fronte esodati, si schiera: «Non condivido Monti - spiega - mala tempora». Critiche arrivano poi dalla Fiom con Landini e dalla Fim-Cisl.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it